19 dicembre 2018
Aggiornato 05:00

«Sta tornando il terrorismo». Ma la Lega non ha paura: «Non ci intimideranno»

Le reazioni dopo l'attentato contro la sede del Carroccio in Trentino a poche ore dal comizio elettorale di Matteo Salvini per le provinciali

La bomba esplosa ad Ala davanti alla sede della Lega
La bomba esplosa ad Ala davanti alla sede della Lega (FACEBOOK/SALVINI)

TRENTO - «Andiamo avanti serenamente con il nostro lavoro. Ovviamente confermiamo tutti gli appuntamenti di oggi con il segretario federale Matteo Salvini». Maurizio Fugatti, sottosegretario alla Salute e candidato della Lega per la Provincia di Trento alle prossime elezioni del 21 ottobre, non mostra segni di agitazione. Nella notte un'esplosione ha mandato in frantumi i vetri della sede del movimento ad Ala, in provincia di Trento, dove Salvini è atteso nel pomeriggio per un incontro con i militanti del partito. Un boato ha svegliato il paese. Al risveglio, la firma anarchica e due persone fermate. «Confidiamo sull'esito di queste indagini che stanno procedendo efficacemente» ha dichiarato Fugatti. «Mi sembra che gli inquirenti abbiano le idee molto chiare e questo ci da fiducia. Noi siamo a disposizione. Certo» insiste Fugatti «fatti come questi non è che ci facciano piacere, ma sicuramente non ci intimidiranno».

Calderoli: «Contro la Lega sta tornando il terrorismo»
Chi invece usa termini duri è il vicepresidente leghista del Senato Roberto Calderoli che invita a «non sottovalutare» quanto sta accadendo: «Dobbiamo subito agire per impedire un ritorno del terrorismo, un ritorno degli anni di piombo. Fermiamo le bombe, prima che ci scappi il morto». Prima, sottolinea l'ex ministro, «erano scritte spray, odiose ma innocue, poi proiettili e bossoli inviati con lettura, inquietanti ma innocui, poi gli assalti a banchetti e gazebo, questi meno innocui, con militanti finiti anche al pronto soccorso. Adesso siamo arrivati agli ordigni esplosivi». Tre casi in tre mesi: a luglio nella sede trevigiana di Villorba; a settembre in quella di Cremona; questa notte una bomba carta che ha devastato la sede ad Ala in Trentino dove oggi è atteso Matteo Salvini. «Parliamo di bombe, qualcuno se ne rende conto? Tre bombe in tre mesi. E per fortuna non c'è scappato il morto, non ancora».

«Galera per i terroristi. E chiudere i centri sociali»
«Auspico» ha continuato Calderoli «la massima severità con i responsabili di questi attentati alle nostre sedi perché chi fa esplodere le bombe non è un oppositore politico ma è un terrorista e come tale va trattato, sbattendolo in galera per molti anni. Serve la galera per i terroristi e la chiusura di quei luoghi, penso ad alcuni centri sociali, che rappresentano il terreno fertile dove crescono la violenza ed Il terrorismo. Ma serve anche uno stop ai tanti cattivi maestri che stanno predicando l'odio nei giovani, negli studenti, che poi vanno in piazza a bruciare i fantocci di Salvini come accaduto ieri a Torino o ad appendere manifesti che inneggiano al ritorno delle BR come accaduto nelle ultime settimane prima a Torino e poi a Milano».

La condanna del Pd
Anche il Pd si allinea, ovviamente, alle voci di condanna per l'accaduto: «Noi non saremo mai dalla parte delle bombe» ha commentato il responsabile sicurezza 'dem' Emanuele Fiano. «La nostra condanna per la bomba carta esplosa davanti ad una sede della Lega in Trentino è tanto più forte quanto più forte è la nostra avversione alle idee della Lega. Ma la battaglia politica si fa contrastando le idee che non condividiamo con idee e proposte migliori, sbugiardando le false promesse e i gravi errori. O i danni che si procurano al paese: mai con la violenza».