18 dicembre 2018
Aggiornato 12:30

Di Maio contro Repubblica: lo scontro in diretta sul «dio deficit» e le «fake news»

Dopo le polemiche delle ultime ore, a Berlino botta e risposta tra il ministro del Lavoro e la giornalista Tonia Mastrobuoni

BERLINO - La giornalista di Repubblica Tonia Mastrobuoni ha chiesto delucidazioni al ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, in visita a Berlino, sulla manovra da poco varata e che preannuncia uno sforamento del rapporto deficit-Pil del 2,4% per il 2019. Le domande incalzanti della collega hanno fatto irritare il vice-premier cinquestelle. «Come c'è il sostegno per tutte quelle politiche che vogliono diritti dei singoli cittadini, soprattutto quelli sociali che in questi anni sono stati smantellati e immolati sull'altare del dio deficit, del dio spread, del dio denaro», spiegava Di Maio. «Sì ma dio deficit, dio spread e dio debito, questo è un paese con il 134% del debito e i mercati non vi credono come dimostrano ancora oggi, come risponde a questo? I mercati non sono un'entità astratta? Tanti italiani con un titolo di Stato in tasca, tanti investitori, grandi fondi pensioni che pensano al futuro dei loro iscritti... Come rispondete a queste persone che non hanno più fiducia nell'Italia, grazie a una manovra che secondo l'Ocse ha delle stime di crescita totalmente sballate?», gli ha fatto notare Mastrobuoni.

Il botta e risposta davanti alle telecamere
«Vedere il presidente del fondo Salva Stati fare delle interviste a Bloomberg proprio in un giorno in cui ci potevano essere delle difficoltà per l'Italia e dire che esprime forti preoccupazioni per le banche italiane, sicuramente è singolare», ha replicato di Maio. «Ma i mercati vanno a picco da una settimana», ha insistito Mastrobuoni. «Mi fa rispondere? Come avete visto in tutti questi giorni, quando i mercati non avevano raggiunto il 300 di Spread, allora c'era qualche commissario che cominciava a sparare contro la manovra italiana. Se si mette in contrapposizione il mercato con i diritti dei cittadini, il mercato perde sicuro», ha proseguito Di Maio. «Ma cosa vuol dire?», ha chiesto ancora la corrispondente di Berlino, interrotta da voci che chiedevano «lasciatelo rispondere», «non facciamo un comizio». «Quello che ho detto, magari non mi spiego io. Io credo che i mercati vogliano un paese che va bene... in tutto il mondo questo governo viene sempre descritto come il governo degli incompetenti o di quelli che vogliono il male dell'italia, siccome non vogliamo il male dell'Italia, ma vogliamo il bene dei cittadini italiani, sono convinto che poi anche i mercati e le istituzioni europee con un proficuo dialogo capiranno», ha concluso, allontanandosi dal gruppo di giornalisti.

L'attacco del Movimento a Repubblica
In giornata è andato in scena lo scontro aperto tra il Movimento 5 stelle e Repubblica: «Con la pubblicazione di notizie false e intenzionalmente alterate viene fatto del male all'informazione e ai cittadini italiani. Con questo comportamento scorretto ed in mala fede La Repubblica danneggia gravemente l'interesse pubblico per dare linfa a interessi privati. Inoltre con la diffusione di notizie false viene destabilizzata l'informazione nel nostro Paese. Lasciatecelo dire: questo non è giornalismo, questa è solo propaganda di partito». A due giorni dalle dichiarazioni di Luigi Di Maio contro le testate del gruppo Gedi, quindi, il Movimento Cinque Stelle non fa marcia indietro, anzi rinnova accuse pesantissime in particolare contro La Repubblica.

«La Repubblica dell'inganno»
Repubblica in un post sul Blog delle Stelle (il sito internet del Movimento) viene definita la «Repubblica dell'inganno». Il post, firmato genericamente Movimento Cinque Stelle, replica al direttore del quotidiano, Mario Calabresi, il quale «stamani prova a difendere l'indifendibile con un imbarazzante editoriale pubblicato sul suo giornale. Che La Repubblica sia diventato un quotidiano di regime è sotto gli occhi di tutti» si sostiene nel post «basti pensare che tra i senatori del Pd c'è Tommaso Cerno, fino allo scorso gennaio condirettore de La Repubblica. Ma il quotidiano 'piddino' ha superato ogni limite 'deontologico': oltre ad essere fazioso, mentre un giornale» è la tesi del M5s «dovrebbe essere sempre super partes, ha deciso di avviare una campagna denigratoria contro il MoVimento 5 Stelle. E lo fa sfornando continuamente fake news. Un elenco infinito di bufale e notizie infondate che minano l'informazione italiana», prosegue il post, elencando quelle che» a detta degli estensori «sarebbero fake news pubblicate da Repubblica».