24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Lega

Salvini mette il veto: il nome non si tocca. Ma se si cambia, la procura di Genova avrà limiti nei sequestri

Le possibili conseguenze alla conferma del sequestro dei 49 milioni chiesto dalla procura di Genova per presunte malversazioni nella gestione dei rimborsi elettorali del Carroccio

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Il nome Lega non si tocca. La Lega c’è e ci sarà con o senza soldi, con le condanne o senza condanne, perché la Lega è il popolo». Le parole di Matteo Salvini a proposito delle possibili conseguenze della conferma del sequestro dei 49 milioni chiesto dalla procura di Genova per presunte malversazioni nella gestione dei rimborsi elettorali del Carroccio suonano come un monito durissimo a chi in questi giorni mette in dubbio la tenuta del partito. Sul palco e a margine di Berghem Fest ad Alzano lombardo, Salvini non ha voglia di scherzare: «Non siamo mica il Pd non si cambia alcun nome. Siamo nati senza soldi. Preferisco avere il cervello pieno e le tasche vuote piuttosto che le tasche piene e il cervello vuoto come il Pd».

Cozzi: con nuova entità i versamenti futuri non si toccano
In un'intervista al Corriere, il procuratore di Genova Francesco Cozzi lascia intendere che con un cambio di nome da parte del partito ci potrebbero essere delle limitazioni ai sequestri. "Si procederà con i sequestri fino a quando ci saranno somme disponibili sui conti della Lega", dice. Poi si spinge anche più in là: "Di fronte a un nuovo soggetto giuridico completamente autonomo, non potremmo fare nulla rispetto ai versamenti futuri. Anche se il neonato partito è erede del precedente dal punto di vista ideologico e politico. Bisogna sempre valutare la continuità giuridica per procedere e in questo caso salterebbe». Dunque, l'ipotesi della nascita di un nuovo soggetto politico potrebbe mettere al riparo la Lega dai sequestri senza sconti da parte della magistratura: "L'idea di un nuovo partito non è peregrina quella di versare nelle casse qualcosa che non sia denaro o il reimpiego diretto di somme di denaro. Mi spiego, se lei domani porta quattro lingotti d’oro alla Lega che sono ab origine una donazione di cose diverse, io non posso sequestrarli. Se però mette dei soldi posso acchiapparli".

Sul tetto del 3%
Salvini intanto ha anche parlato della fatidica soglia del 3%: «Resteremo sotto al limite fissato del 3%» ha anche ribadito il ministro dell’Interno e vicepremier, parlando di manovra a Radio24. «Il governo vuole mantenere gli impegni presi ma si è parlato di sfiorare il limite, non di sforarlo. Una i fa la differenza», ha detto sottolineando, comunque che «in questa manovra non ci sarà tutto quanto è previsto dal contratto di governo». «Saremo convincenti con i fatti – ha detto – in 5 anni il debito dell’Italia è aumentato di 250 mld, eppure erano stati fatti tutti i compitini a casa richiesti dall’Europa. Ora mi pare sia necessario fare qualcosa che serva davvero agli italiani».