10 dicembre 2018
Aggiornato 01:00

Le 5 mosse del Governo per aiutare Genova (e togliere la «mangiatoia pubblica» ai Benetton)

In una lettera inviata ai parlamentari del M5s, il ministro dello Sviluppo economico Di Maio spiega cosa farà il Governo, subito
Un momento dei funerali di Stato per le vittime del crollo del ponte Morandi a Genova
Un momento dei funerali di Stato per le vittime del crollo del ponte Morandi a Genova (Luca Zennaro | ANSA)

«Supporteremo anche con un decreto legge, se servirà, la Regione Liguria e il Comune di Genova per l'emergenza che stanno attraversando». E' quanto scrive il vicepremier e ministro Luigi Di Maio in una lettera inviata ai parlamentari del M5s e resa pubblica, con un post su Facebook, dal capogruppo pentastellato alla Camera, Francesco D'Uva. «Per 5 anni dall'opposizione abbiamo combattuto contro i privilegi di Autostrade per l'Italia, che gestivano e gestiscono le nostre autostrade senza gare e con doveri contrattuali ridicoli - scrive Di Maio - non è un caso che i loro contratti siano stati secretati per i vergognosi vantaggi che gli erano stati concessi». Molti dei personaggi politici che hanno permesso tutto questo, oggi o lavorano per Autostrade per l'Italia o sono loro consulenti. Uno su tutti: Enrico Letta, ex presidente del Consiglio, passato per il Cda della società che gestisce le autostrade spagnole, comprate dai Benetton con i soldi dei pedaggi degli italiani.

«Crollo figlio di tutte le marchette ad Autostrade»
Di Maio sottolinea che «sono anni che i nostri parlamentari, guidati dal nostro senatore e sottosegretario Andrea Cioffi, ad ogni legge di Bilancio hanno provato a fermare le marchette ai concessionari autostradali». Il crollo del ponte Morandi è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle «marchette» fatti ad Autostrade per l'Italia. Il bilancio, per ora, è di 41 morti, con famiglie distrutte, feriti, «gente che magari resterà in carrozzella per tutta la vita», oltre 600 sfollati che si vedranno la casa abbattuta. «A tutte queste persone dobbiamo delle risposte concrete, non solo il cordoglio. E su questo il governo intero non arretrerà di un millimetro».

Le 5 mosse
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico indica anche le prossime mosse del Governo:

  1. Revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia. «La giusta causa per la revoca non è da rintracciare in codicilli o in commi da azzeccagarbugli, la giusta causa sono i 41 morti. E ogni volta che qualcuno come Consob o qualche professorone ci dirà che dobbiamo stare attenti ai mercati e agli iter burocratici, rispondetegli che se vogliono possono andarlo a dire alle famiglie delle vittime. Noi agiremo subito. L'atto di revoca è stato annunciato dal presidente del Consiglio in persona, e lo sta istruendo direttamente insieme al Ministro Toninelli e li ringrazio a nome di tutto il Movimento per quello che stanno facendo in questi giorni».
  2. Sanzioni e risarcimenti per centinaia di milioni di euro, che sono soldi dovuti, non concessioni da barattare con l'eventuale revoca.
  3. Desecretazione di tutti i contratti dei concessionari autostradali. «Mostreremo questa vergogna al mondo intero» assicura Di Maio.
  4. Richiesta a tutti i funzionari pubblici che hanno incarichi a vario titolo, anche dentro Autostrade per l'Italia, di dimissioni da uno dei due ruoli. 
  5. Supporto anche con un decreto legge, se servirà, alla Regione Liguria e al Comune di Genova per l'emergenza che stanno attraversando.

«Non biasimiamo chi non ha voluto funerali di Stato»
Di Maio ricorda che il governo ha voluto i funerali solenni, decisi nel Consiglio dei ministri, «perché pensiamo che sia il minimo atto di vicinanza alle vittime, ma non posso biasimare le famiglie che hanno scelto di celebrare i funerali nel proprio comune di appartenenza, anche in dissenso con uno Stato che invece di proteggere i loro figli, ha preferito per anni favorire i poteri forti». Ci vorrà tanto tempo per invertire la rotta e togliere la «mangiatoia pubblica a questi prenditori, ma siamo stati votati proprio per questo. Grazie a tutti per il vostro lavoro anche in questi giorni che avrebbero dovuto essere di un po' di riposo e tempo per le nostre famiglie. Saranno giorni per cuori forti, in alto i cuori» conclude.