13 dicembre 2018
Aggiornato 22:00

Ilva, il M5s accusa il Pd: «Hanno la vita dei tarantini sulla coscienza»

Nel mirino dei parlamentari grillini l'ex ministro Calenda, che ha accusato il Movimento di «intimidire l'Avvocatura dello Stato»
I fumi notturni dell'Ilva di Taranto
I fumi notturni dell'Ilva di Taranto (Youtube/ Fondo Antidiossina onlus)

«L'ex ministro Carlo Calenda accusa il M5s di intimidire l'Avvocatura dello Stato in vista del parere su Ilva che abbiamo chiesto. Vogliamo ricordargli che l'Anac ci ha riferito che la gara con cui Arcelor Mittal ha acquistato l'Ilva presenta criticità e anomalie». Nessuna difesa. Il Movimento sceglie la strada dell'attacco nei confronti del Partito democratico e, in particolare, dell'ex ministro allo Sviluppo Economico: «Quella gara, che l'ex ministro addirittura si vanta di aver portato a termine, l'ha gestita proprio lui e dunque ne è politicamente responsabile» il duro commento della parlamentare pentastellata Rosalba De Giorgi in una nota diffusa dall'ufficio stampa del Movimento 5 stelle alla Camera che parla di «un pasticcio di 23mila pagine fatto dal governo che ci ha preceduto», un governo «che ha giocato con la salute delle persone e ha venduto al migliore offerente le vite e il futuro di migliaia di cittadini».

L'attesa del parere dell'Avvocatura dello Stato
Oggi «ci troviamo a dover risolvere una situazione gravissima che ha dell'assurdo e vogliamo farlo alla luce del sole e nel pieno rispetto della Legge e sulla base di pareri imparziali. L'Avvocatura di Stato ci dirà come agire, ma anche su questo punto non abbiamo intenzione di prestarci a potenziali conflitti di interessi perché stiamo parlando dell'organo legale di Stato che non può e non deve in alcun modo essere immischiato in questioni di interesse personale, bensì ha l'obbligo di offrire consulenza giuridica e di difesa delle amministrazioni statali in tutti i giudizi civili, penali, amministrativi in maniera trasparente e super partes. Sappiamo che Calenda sarebbe abituato ai conflitti d'interessi, visto i casi della Boschi nel governo Renzi di cui ha fatto parte, e alle irregolarità, visto quello che è successo nella procedura pubblica sull'Ilva, gestita proprio da lui, ma noi non siamo il Pd».

La battaglia del M5s sul «conflitto di interessi»
In queste ore «il ministro Di Maio sta attenzionando con grande minuzia la vicenda Ilva». Una questione, affermano Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli, capigruppo M5s di Camera e Senato, in una nota «delicata, resa poco chiara dall'inefficace azione del precedente governo, che si è aggravata dopo che l'Anac ha rilevato delle anomalie nella procedura con cui le acciaierie sono finite al colosso ArcelorMittal». Così, in attesa di leggere il parere dall'Avvocatura dello Stato, «scopriamo che tale parere potrebbe essere ricevuto da Bernardo Massella Ducci Teri, figlio di Massimo Massella Ducci Teri. Il primo, Bernardo, lavorerebbe nello studio legale che assiste Mittal nell'affare Ilva, il secondo invece sarebbe l'attuale Avvocato generale dello Stato. Se tutto questo venisse confermato sicuramente la vicenda Ilva sarebbe 'arricchita' da ulteriore mistero. Chiediamo che venga fatta chiarezza immediatamente, prima di ricevere il parere dell'Avvocatura dello Stato». Inoltre, «se tale indiscrezione fosse confermata, saremmo dinanzi a un fatto non illegittimo ma sicuramente poco trasparente, con un potenziale conflitto di interessi. Per tale motivo sarebbe opportuno che il parere venisse espresso da un altro organo: assolutamente 'terzo' ed estraneo ai fatti».