19 agosto 2018
Aggiornato 23:00

Gentiloni: «Serve subito un'alternativa a questo Governo»

L'ex Premier: «Rinviano ogni scelta, costi potrebbero salire già prima di autunno. Già persi 5 miliardi». Boccia: «Il PD si prepari al dialogo con M5S»
L'ex Premier, Paolo Gentiloni
L'ex Premier, Paolo Gentiloni (ANSA)

ROMA - Già 5 miliardi di spesa per interessi in più sui titoli di Stato, e poi il costo non quantificabile delle scelte «tutte rinviate». L'ex presidente del Consiglio interviene con un post su Facebook, per denunciare «l'incertezza» dell'esecutivo che «non sa dove andare, comunque ci va». E avverte: «I costi per gli italiani potrebbero crescere anche prima dell'autunno». Dunque, è l'appello di Gentiloni, «non c'è molto tempo per lavorare per l'alternativa».

I COSTI DELL'INCERTEZZA - L'ex premier si chiede: «Quanto ci costa il Governo Lega-5Stelle? Si potrebbe dire che la domanda è prematura visto che non ha deciso ancora nulla, a parte le nomine e un decreto che ritocca, peggiorandoli, alcuni aspetti marginali del mercato del lavoro. Ma non è così». Perchè, spiega Gentiloni, «con toni roboanti, ogni scelta viene rinviata. Ilva, Tap, Tav, Alitalia. Con accenti minacciosi, si mettono a rischio le relazioni coi nostri vicini e si va in cerca di guai. Con raffiche di annunci e smentite si gioca con le promesse elettorali e intanto si cancella: periferie, vaccini, 80 euro...». Insomma, «l'incertezza è totale, ma baldanzosa». E il governo, «per rubare un verso a De Gregori, non sa dove andare, comunque ci va».

LAVORARE PER L'ALTERNATIVA - A giudizio di Gentiloni, «il pericolo maggiore è la perdita di credibilità internazionale: in poche settimane il costo accertato è di 5 miliardi per il raddoppio dello spread, a cui si aggiunge la tendenza di investitori stranieri a vendere i nostri titoli di Stato. E pensare che i fondamentali della nostra economia sono tuttora buoni e con equilibrio e serietà si potrebbe favorire il lavoro stabile, fare più investimenti pubblici, allargare il reddito di inclusione, dare certezza ai mercati. Purtroppo faranno tutt'altro, e i costi per gli italiani - avverte - potrebbero crescere anche prima dell'autunno. Non c'è molto tempo per lavorare per l'alternativa».

BOCCIA: IN AUTUNNO REDDE RATIONEM - «Nel 2019 l'Iva non aumenterà non perché lo dice Salvini ma perché lo ha già deciso il Parlamento, era l'unica cosa su cui erano d'accordo maggioranza e opposizione insieme ed è scritto nella risoluzione al Documento di economia e finanza; i margini di flessibilità che ci concederà l'Unione Europea saranno destinati a disinnescare le clausole Iva. In autunno la propaganda finirà e si capirà quali sono le misure che il governo proporrà al Parlamento e al Paese. Flat tax e reddito di cittadinanza sono incompatibili sul piano economico e sul piano sociale». Lo ha detto Francesco Boccia, deputato Pd, intervenuto a L'aria che tira, su La7.
«La flat tax al 23% costava 33,5 mld, quella di Salvini - ha proseguito - oltre 50; premia i ricchi e redistribuisce al contrario: toglie alle fasce medio basse e dà ai benestanti. Viceversa, il reddito di cittadinanza sostiene le fasce più basse».

DIALOGO CON M5S - «Da queste prime battute è evidente che gli elettori del M5S si aspettavano altro, a partire - ha aggiunto Boccia - da un aiuto agli ultimi e a chi è in difficoltà. Il Pd, come sta facendo Maurizio Martina, deve ripartire proprio da lì, dalle periferie, rivolgendosi a quell'Italia sociale che negli ultimi anni non abbiamo saputo intercettare e che ha cercato delle risposte, finora disattese, proprio nel M5S. Quando in ottobre scoppieranno le contraddizioni tra Lega e M5S, il Pd dovrà essere pronto e il dialogo con gli elettori del 4 marzo scorso del M5S dovrà essere rinsaldato. Questo concetto molto semplice non piace a una parte del Pd, ma il congresso servirà a chiarire anche questo».