19 agosto 2018
Aggiornato 10:00

Il sindaco che si rifiuta di registrare un bimbo con due mamme

A Sesto San Giovanni (Milano) il gesto di protesta di Roberto Di Stefano: «Un bambino deve avere una madre e un padre»
Roberto Di Stefano, primo sindaco di centrodestra eletto a Sesto San Giovanni dopo 72 anni
Roberto Di Stefano, primo sindaco di centrodestra eletto a Sesto San Giovanni dopo 72 anni (FACEBOOK ROBERTO DI STEFANO)

SESTO SAN GIOVANNI - Di solito a fare notizia sui giornali sono i sindaci che registrano bambini con due mamme e due papà. Stavolta la storia invece è opposta. Roberto Di Stefano, sindaco di Forza Italia di Sesto San Giovanni, comune alle porte di Milano), ha annunciato che non accoglierà la richiesta di trascrizione all'anagrafe per un bambino figlio di due madri. «Non ho la minima intenzione di accogliere la richiesta: semplicemente perché credo che un bambino, per crescere bene, non può prescindere dall'avere un padre e una madre. La dicitura genitore 1 e genitore 2 la trovo francamente inconcepibile», ha dichiarato di Stefano.

«Io difendo la famiglia naturale»
Una decisione, ha spiegato il sindaco di Forza Italia, che va letta come una «difesa  della famiglia naturale». Per questo «non accoglierò la richiesta delle due madri che è arrivata nel Comune che rappresento. Lo ripeto in maniera chiara e inequivocabile: un bambino deve avere una mamma e un papà, non perché lo dice Di Stefano, ma perché così è la natura umana».

Una famiglia 'controcorrente'
Pochi giorni fa la moglie di Roberto Di Stefano, Silva Sardone, ai microfoni di Diariodalweb, ha spiegato i motivi che l'hanno spinta a lasciare dopo anni di militanza Forza Italia. Da sempre definità 'la più leghista di Forza Italia', «solo perché portavo avanti le idee della sicurezza, della lotta all'immigrazione incontrollata, dell'attenzione alle periferie, della presenza sul territorio. Se davo così fastidio, ho tolto il disturbo: dovrebbero essere contenti». Ora sarà il turno del marito Roberto?