23 ottobre 2018
Aggiornato 23:30

12 motovedette italiane alla Libia contro l'immigrazione clandestina

Un regalo da 2,5 milioni di euro in unità navali che la Guardia costiera e la Guardia di Finanza cederanno al governo libico «per presidiare la sua area di mare»
Le motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza
Le motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza (ANSA/ELIO DESIDERIO)

ROMA – L'Italia donerà altre dodici navi alla Libia, per migliorare «la sicurezza della navigazione nel Mediterraneo» e soprattutto «la corretta gestione delle attuali dinamiche del fenomeno migratorio». È quanto ha deciso il Consiglio dei ministri approvando oggi il decreto motovedette. Le Capitanerie di porto e la Guardia costiera cederanno dieci unità navali, la Guardia di Finanza altre due, per un impegno di spesa totale che si aggira intorno ai 2,5 milioni per le casse dello Stato. Nelle intenzioni del governo, questo provvedimento consentirà di «salvare più vite umane e scoraggiare la partenza dei barconi della morte – spiega il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli – È concreto lo sforzo che la Guardia costiera e il mio ministero stanno facendo per consentire alla Libia di presidiare meglio la propria area di mare Sar e per rendere più efficiente il Centro di coordinamento dei soccorsi di Tripoli».

Applaude la maggioranza
Soddisfatta la maggioranza di governo: «Grazie al coraggio e alla determinazione del ministro Salvini, il vento è cambiato – dichiara il relatore del decreto, il deputato leghista Eugenio Zoffili – Oggi l'Italia sta trovando una soluzione concreta alla questione sbarchi, ormai non più sostenibile sotto ogni punto di vista. Il decreto sulla cessione a titolo gratuito di dodici unità navali italiane a supporto della Guardia costiera libica va in questa direzione. Vogliamo contrastare i traffici di esseri umani e salvaguardare la vita umana in mare, garantire sicurezza sulla navigazione nel Mediterraneo e assicurare la capacità operativa della Guardia costiera libica nelle attività di controllo contribuendo a rafforzare la stabilità libica». Plausi anche dal Movimento 5 stelle: «Questo decreto rappresenta un piccolo passo dal punto di vista dell'impegno economico, ma un balzo notevole dal punto di vista pratico, in grado di favorire un cambiamento di fondo nel contesto libico, che è un obiettivo fondamentale da perseguire per gli interessi della nostra Repubblica e per la pace nel Mediterraneo – afferma il deputato Pino Cabras – Quel mare è oggi una tempesta perfetta per le mafie schiaviste, che fanno convergere vettori geopolitici di grande influenza sul territorio italiano, per poi espandersi in Europa. Ed ecco allora che la necessità della Libia del controllo delle frontiere, coincide con la profondità della proiezione strategica dell'Italia, sancita da importanti trattati. La cessione di queste unità navali rappresenta dunque un passo significativo, che inizia a porre rimedio a una fase ormai troppo lunga in cui l'Europa aveva trascurato il problema».

Sì dal centrodestra
Annuncia il suo voto favorevole anche il resto del centrodestra: «Forza Italia, così come ha fatto al Senato, voterà sì a questo provvedimento perché dare risposte all'emergenza è in coerenza con il percorso sempre seguito da Forza Italia e dal presidente Silvio Berlusconi – spiega la deputata forzista Matilde Siracusano – Vogliamo sostenere concretamente la Libia, uno stato amico che si è letteralmente ritrovato fagocitato da una spirale drammatica che rischia di trasformarsi, in un vero e proprio buco nero nel quale rischiamo di precipitare anche noi. Questo decreto è un atto concreto per incrementare la sicurezza la sicurezza della navigazione nel Mediterraneo, contrastare il traffico di uomini e donne, salvaguardando la vita umana, principio non negoziabile, ma è chiaro che andrà concretizzato in tempi rapidi. Nella battaglia contro i morti in mare, il terrorismo, il traffico di stupefacenti, la tratta umana abbiamo il dovere di intervenire, riprendendo le redini di un rapporto avviato dal governo Berlusconi. Serve un vero e proprio piano Marshall per l'Africa, di cui questi accordi bilaterali non possono che essere uno dei primari aspetti. In un passato non lontano, l'Italia ha lavorato in maniera certosina, sviluppando rapporti con la Libia in grado di garantire nel Mediterraneo una pace e una stabilità che sono ormai uno sbiadito ricordo. Di quel trattato di amicizia voluto da Silvio Berlusconi rimangono oggi solo rimpianti: abbiamo il dovere di invertire la rotta degli ultimi anni». Secondo Fratelli d'Italia è un buon inizio: «La cessione da parte dell'Italia di 12 unità navali alla Libia è un primo importante passo per la nostra sicurezza – aggiunge Guido Crosetto – Ma si tratta di un passo che, secondo Fratelli d'Italia, deve essere propedeutico ad un blocco navale concordato e coordinato con le autorità libiche per fermare un fenomeno che non è solo italiano ma europeo. Come detto più volte da Giorgia Meloni è necessario che segua, subito dopo, una cooperazione internazionale a guida italiana che parta dalla Libia, parli di Africa e che sia il passaggio fondamentale per la costruzione di un futuro sereno, per tutta l'Europa e per l'occidente».