15 novembre 2018
Aggiornato 09:00

Tav, Toninelli: «Perché non dovremmo ridiscutere il progetto con la Francia?»

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti risponde durante il Question time alla Camera: «Anche Macron nel 2017 rimise mano ai piani per le infrastrutture»
Il ministro Danilo Toninelli durante il question time alla Camera, Roma, 01 agosto 2018
Il ministro Danilo Toninelli durante il question time alla Camera, Roma, 01 agosto 2018 (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Sulla Tav Torino Lione «non vi è alcuna ragione per la quale l'Italia non ridiscuta integralmente il progetto, pur nell'applicazione dell'accordo tra i due Paesi». Lo ha affermato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ribadendo, durante il Question Time alla Camera l'impegno «sottoscritto nel Contratto di Governo, 'a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo'». Peraltro «aggiungo le mie rassicurazioni sui timori riguardo ai possibili effetti negativi che potrebbero derivare da questo programma di elementare razionalità; le preoccupazioni esternate non hanno alcun fondamento» ha detto il ministro rispondendo ad un'altra interrogazione. 

«Decideremo nei prossimi mesi»
«Per poter assumere queste decisioni in modo consapevole, non dobbiamo necessariamente difendere i contenuti analitici delle valutazioni fatte anni fa». Le risultanze del lavoro in corso di analisi costi-benefici finanziaria e la valutazione tecnico-giuridica di tutti gli atti esistenti, ha spiegato Toninelli, «saranno rese note nei prossimi mesi». Sulla base di questi risultati «il Governo potrà agire una volta verificata l'utilità delle singole opere e la loro sostenibilità nel contesto attuale, e potrà anche valutare l'eventuale vantaggio e gli eventuali costi di tutte le alternative che saranno ipotizzate, compresa quella di recedere dalla prosecuzione dell'opera».

«Sottoporremo ogni opera a un'analisi costi-benefici»
Più nello specifico «in particolare per le maggiori opere figlie della legge obiettivo, l'intendimento è quello di sottoporle ad una attenta analisi costi-benefici; analisi attraverso la quale vengono previsti gli effetti di un progetto, di un programma o di un investimento, verificando se, con la realizzazione dell'intervento, la società ottenga un beneficio o un costo netto. Infatti» ha rivendicato Toninelli «intendiamo massimizzare gli effetti positivi delle opere pubbliche in termini di sviluppo economico e diritto alla mobilità, riducendo al minimo quelli negativi».

Sulla Tav l'impegno è «ridiscutere il progetto»
Sulla linea ferroviaria ad alta velocità Torino - Lione, «non posso non tornare a ribadire quanto abbiamo sottoscritto nel Contratto di Governo, ovvero il nostro impegno 'a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia'. Ci sono tanti documenti, tanti progetti, tante analisi, da parte di chi investe, di chi lavora, di chi può guadagnarci, però molti di questi sono di parte. Non ci sono pregiudizi ideologici nei confronti di quest'opera ma solo l'interesse di valutarla correttamente, con analisi, studi finanziari, progettuali e tecnico-giuridici che saranno resi pubblici, così come saranno resi pubblici i nomi e i membri della Struttura tecnica di missione che sono già al lavoro».

In Italia la Tav costa 30 milioni al chilometro. In Germania 13
«Non possiamo nasconderci, come ha confermato di recente anche la Corte dei conti europea, un'anomalia inaccettabile» ha avvertito il ministro: «Il costo delle nostre linee Tav, comprese quelle in costruzione, sta superando, in media, i 30 milioni di euro per chilometro contro, ad esempio, i 13 milioni della Germania o i 14 milioni della Spagna. Un gap che definirei vergognoso. Mai darò mandato ad una struttura, ad un supertecnico o a un superconsulente, di fare un'analisi scientifica sulla base di un indirizzo politico: si fa pro veritate e il compito dei tecnici dovrà essere svolto con totale indipendenza e spirito di terzietà, solo dopo si trarranno le conclusioni».

«Faremo come Macron nel 2017»
Inoltre, ha spiegato Toninelli, «la nostra azione è del tutto analoga a quella del Governo francese all'esito delle elezioni del 2017: abbiamo avviato un piano di revisione delle infrastrutture sulla base della situazione di contesto, e anche in relazione alla valutazione politica dello stato delle finanze pubbliche. Non vi è pertanto alcuna ragione» ha concluso Toninelli «per la quale l'Italia non ridiscuta integralmente il progetto, pur nell'applicazione dell'accordo tra i due Paesi».