19 giugno 2019
Aggiornato 05:30
Nomine Rai

Rai, il Pd pronto alla guerra: «Foa si dimetta o andremo da Mattarella»

Usigrai e Fnsi: «Marcello Foa presidente della Rai era una fake news». Il M5s chiede al suo 'presidente' di restare. La replica: «Mi rimetto alle decisioni dell'Azionista»

Un momento della riunione della commissione di Vigilanza sulla Rai, Roma, 1 agosto 2018
Un momento della riunione della commissione di Vigilanza sulla Rai, Roma, 1 agosto 2018 ( ANSA )

ROMA - «Prendo atto con rispetto della decisione della Commissione di Vigilanza della Rai. Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel Consiglio che mi è stato proposto dall'Azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell'interesse della Rai». È quanto dichiara Marcello Foa, indicato presidente della Rai dal consiglio di amministrazione di viale Mazzini ma che non ha ricevuto il gradimento della commissione parlamentare di Vigilanza. Parole che aprono qualsiasi scenario. Ma al momento il Movimento 5 stelle chiede a quello che era stato scelto come presidente di non dimettersi: «Da Forza Italia c'è stata una prova di forza, una scelta politica, non sul profilo di Foa, le cui qualità come giornalista libero e corretto sono note. Spero sinceramente che Marcello Foa non si dimetta. Non si blocchi il cambiamento in Rai per un capriccio di Forza Italia» ha dichiarato l'onorevole del M5s Mirella Liuzzi su Facebook, dopo la bocciatura in Vigilanza Rai della proposta M5s-Lega di nominare Marcello Foa presidente di viale Mazzini.

Il Pd chiede le dimissioni «o andremo al Colle»
Chi invece chiede le dimissioni di Foa è il Pd: «Lega e M5S sappiano che siamo pronti a tutto per impedire occupazione abusiva della Rai. La figura di presidente anziano non esiste. Foa si deve dimettere. Se Salvini e Di Maio vogliono fregarsene della legge, il minuto dopo noi chiediamo al Capo dello Stato e ai Presidenti delle Camere di riceverci» ha dichiarato il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci, aprendo l'Assemblea dei senatori dem. «Foa non è presidente Rai, l'abuso è stato bloccato. Se pensano davvero di asserragliarsi dentro a Viale Mazzini con una nomina illegittima e illegale, nascondendosi dietro l'inesistente formula del 'presidente anziano' e magari dandogli illegittimamente anche un super stipendio, procederemo per tutte le vie, a partire dai ricorsi al Tar e al Presidente della Repubblica» l'avverimento, sempre su Facebook, del  deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.

«Altro che governo della legalità»
«Da ora in avanti, se Foa pensa davvero» prosegue Anzaldi «di presiedere abusivamente la Rai, qualsiasi atto approvato dal Cda potrà essere invalidato e dichiarato nullo. Con la bocciatura della commissione di Vigilanza la votazione del Cda perde ogni valore: Foa non è presidente Rai, a dispetto delle imbarazzanti interviste proposte ieri sera a reti unificate dall'informazione del servizio pubblico. Atro che 'Governo della Legalità': sono andati avanti su una nomina in aperto contrasto al dettato della legge e sono stati bocciati. Ora nessuno pensi di procedere con colpi di mano fuori dal diritto. Il Governo rispetti la legge, ritiri Foa e presenti un vero presidente di garanzia, come prevedono le norme. Questa sarebbe la famosa 'onestà' del Movimento 5 stelle? Come fa il presidente Fico, dopo 5 anni di commissione di Vigilanza, a non dire nulla?».

Fnsi-Usigrai: «Foa presidente era una fake news» 
«Marcello Foa presidente della Rai era una fake news. Avallata dallo stesso giornalista, oltre che dai Vice presidenti del Consiglio dei Ministri in dichiarazioni ufficiali. Il no della Vigilanza dimostra una volta di più che il CdA aveva indicato un nome governativo e non di garanzia. Grazie a chi non si è prestato al tentativo di piegare a interessi di parte una legge, che pure abbiamo sempre contestato e continuiamo a contestare». Così Usigrai e Fnsi commentano il no della commissione parlamentare di Vigilanza Rai alla nomina di Marcello Foa a presidente di viale Mazzini. «È evidente che ora non sono possibili escamotage per lasciare la Presidenza nelle mani di una persona bocciata dal Parlamento, che per di più continua a risultare Amministratore delegato di un'altra azienda editoriale. Anzi, il CdA proceda subito - questa volta in autonomia - a scegliere un nuovo presidente, che sia finalmente di garanzia, ovvero non rappresentativo della sola maggioranza del governo di turno», aggiungono Fnsi e Usigrai che «hanno dato mandato ai loro legali di continuare e seguire l'evoluzione della vicenda e segnalare in ogni sede nuovi colpi di mano e violazioni delle norme e dei trattati internazionali in materia di Servizi Pubblici radiotelevisi e libertà di informazione».