10 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

Migranti, Conte e Salvini contro la Ue: «Non ci serve l'elemosina di Bruxelles»

Il piano dell'Ue: 6 mila euro a migrante per un totale di 500 persone. Sul piatto 3 milioni di euro. «Non chiediamo soldi ma dignità»
I migranti sbarcati a Pozzallo lo scorso 16 luglio
I migranti sbarcati a Pozzallo lo scorso 16 luglio (ANSA/FRANCESCO RUTA)

ROMA - Centri controllati nei Paesi dell'Unione europea «su base volontaria» con l'obiettivo di «migliorare le procedure di asilo e accelerare i rimpatri degli irregolari». Questa la proposta della Commissione Ue inviata alle capitali e che prevede sostegno finanziario agli Stati che accettano di ospitare i centri. Inoltre, «i Paesi che accettano il trasferimento dei migranti sbarcati in uno dei centri controllati - si legge nel documento che l'ANSA ha potuto visionare a Roma - riceveranno 6 mila euro per ogni profugo». Un piano che è stato già respinto al mittente dall'Italia. Sia il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che il premier Giuseppe Conte hanno infatti bollato la proposta di Bruxelles come «elemosina». Al centro delle polemiche ci sono proprio gli incentivi economici che la Commissione pagherà per i migranti, fino a un massimo di 500, per un 'offerta' di 6 mila euro a migrante. Un totale, quindi, di 3 milioni di euro.

La rabbia di Salvini: «Elemosina»
«Se vogliono dare soldi a qualcun altro lo facciano, l'Italia non ha bisogno di elemosina», dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini respingendo al mittente la proposta dell'Ue. «L'ipotesi non esiste, anche perché nel corso del tempo ogni richiedente asilo costa tra i 40 mila e i 50 mila euro». Dunque Bruxelles, ha aggiunto il ministro, «l'elemosina se la può tenere. Noi vogliamo chiudere i flussi in arrivo per smaltire l'arretrato di centinaia di migliaia di presenze. Non chiediamo soldi ma dignità e ce la stiamo riprendendo con le nostre mani».

Conte: «Non è una questione di soldi»
Meno duro il giudizio di Giuseppe Conte, che comunque si mostra non interessato al 'premio' di 3 milioni di euro. «Rientra nella impostazione della proposta italiana che non è stata mai stata una fatta una questione di soldi. La solidarietà europea non ha un prezzo, non è una logica corretta» dire «ce ne occupiamo noi, ci date i soldi e gli altri totalmente indifferenti a quello che succede». Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha risposto a chi gli ha chiesto un commento sulle dichiarazioni di Matteo Salvini che ha definito «un'elemosina» la proposta della commissione europea sui migranti. «La risposta da parte delle istituzioni europee non l'ho ancora letta, avuta e studiata. Dalle anticipazioni ricavo che ci sono cose molto interessanti che vengono incontro a quello che specificamente avevo richiesto nelle lettere scritte sia a Juncker che a Tusk. Si ragiona di cabina di regia ancorché come misura provvisoria che prelude a una risoluzione più organica della gestione del problema», ha osservato Conte.

Ad agosto incontro tra Conte e Babis (Repubblica Ceca)
Intanto è di oggi la notizia che l'incontro a Roma fra il presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte e il premier ceco Andrej Babis, sul tema della crisi dei migranti, dovrebbe svolgersi a fine agosto. La definizione precisa della data è però ancora oggetto di negoziato. Ad anticiparlo è stato lo stesso Babis rispondendo a una domanda sull'invito rivoltogli a metà luglio da Conte, dopo che lo stesso premier ceco aveva definito «una strada per l'inferno» la richiesta italiana ai paesi Ue di farsi carico di una parte dei 450 migranti presenti su due navi Frontex. Babis la settimana scorsa aveva inizialmente offerto la propria disponibilità a recarsi a Roma il 31 luglio, ma altri impegni di Conte hanno reso necessario individuare una data successiva.