19 agosto 2018
Aggiornato 23:00

Da Bruxelles 6mila euro per ogni migrante salvato in mare e poi accolto

Il Financial Times pubblica la proposta centrale che sarà presentata dalla Commissione Europea. Intanto Anac e Viminale firmano un nuovo accordo per l'accoglienza
Migranti presso il centro di accoglienza di Settimo Torinese
Migranti presso il centro di accoglienza di Settimo Torinese (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

ROMA - Bruxelles offrirà ai governi europei 6 mila euro per ogni migrante salvato nel Mediterraneo e accolto nel proprio Paese. Sarebbe questa, secondo quanto anticipato dal Financial Times, una delle proposte centrali che la Commissione Europea presenterà domani, insieme a quella di «centri controllati» per gli Stati membri che decidano di allestirli sul loro territorio. Secondo il Financial Times, l'Unione europea si proporrà di pagare ai governi seimila per ogni migrante accolto fino a un massimo di 500 persone. Con la proposta, l'Ue «si augura di persuadere il governo italiano a fare di più». Intanto Anac e Viminale hanno firmato un'intesa per l'elaborazione di un nuovo capitolato-tipo per gli appalti di beni e servizi nel settore dell'accoglienza migranti. 

L'accordo tra Anac e Viminale
Differenti modalità di assistenza per i richiedenti asilo e razionalizzazione della spesa. Sono questi gli obiettivi della direttiva firmata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha voluto «ridefinire il modello vigente di accoglienza dei migranti, nell'ottica di ottimizzare i servizi e contenerne i costi». Così - spiega il Viminale - «il nuovo modello prevede una differenziazione di servizi offerti in relazione alle fasi dell'accoglienza dei migranti, nel rispetto delle norme internazionali ed europee, e assicura il risparmio di spesa pubblica, secondo le raccomandazioni formulate dalla Corte dei Conti nel marzo scorso al termine dell'indagine conoscitiva sul sistema di prima accoglienza».

Salvini: «Così razionalizzeremo la spesa»
«Le linee di intervento delineate oggi con la direttiva» ha sottolienato il ministro Salvini «permetteranno di razionalizzare la spesa uniformandoci alla media dei Paesi europei». La direttiva Salvini, in concreto, individua due livelli di prestazioni: a tutti i richiedenti asilo verranno assicurati i servizi assistenziali di prima accoglienza, mentre gli interventi per favorire l'inclusione sociale saranno riservati esclusivamente ai beneficiari di forme di protezione. Le singole prestazioni saranno rese con modalità diversificate e specificamente individuate, più coerenti con la tipologia di accoglienza. Per le piccole strutture costituite da singole unità abitative situate sullo stesso territorio o in ambiti contigui, al fine di conseguire economie di scala, saranno messi «in rete» specifici servizi quali, ad esempio, servizi amministrativi, mediazione linguistico-culturale, informazione normativa. In ogni caso - si assicura - saranno adeguatamente tutelati le categorie cosiddette «vulnerabili».

Maggiore controllo agli appalti
Inoltre «particolare attenzione sarà riservata alla determinazione delle basi d'asta dei servizi, da individuare sulla scorta dei prezzi standard di riferimento stabiliti da centrali di committenza, ovvero indicati dall'Anac nelle proprie delibere». Infatti, le nuove linee di intervento del ministro Salvini saranno attuate con l'elaborazione, in raccordo con l'Anac, di un nuovo capitolato per la fornitura di beni e servizi, comprensivo degli schemi di bandi tipo a cui dovranno attenersi i prefetti nella predisposizione delle gare di appalto di competenza. E per definire le modalità di tale vigilanza collaborativa tra Viminale e Anac è stato sottoscritto dal ministro Matteo Salvini e dal Presidente Anac Raffaele Cantone uno specifico protocollo di collaborazione.

Cantone: «Un accordo nell'interesse dei migranti»
«Un uso corretto delle risorse non è interesse solo dei contribuenti ma dei migranti stessi, che sono le prime vittime di una gestione illecita e spregiudicata dei centri, come hanno dimostrato negli ultimi anni molteplici casi di cronaca e numerose inchieste giudiziarie», ha commentato il Presidente dell'Anac Raffaele Cantone, aggiungendo: «Con questo accordo l'Autorità anticorruzione mette a disposizione il proprio know how per evitare che possano verificarsi nuovi odiosi episodi di malversazione».