21 luglio 2019
Aggiornato 19:30
Politica

Di Maio vince lo scontro sulle nomine alla Cdp: bocciato l'amico di Draghi

Il nuovo ad della Cassa è Fabrizio Palermo, invece di Dario Scannapieco che piaceva a Tria. E il ministro dell'Economia è sempre più isolato nel governo

Il ministro Luigi Di Maio al temine di un pranzo in un ristorante del centro
Il ministro Luigi Di Maio al temine di un pranzo in un ristorante del centro ANSA

ROMA – Fabrizio Palermo è il nuovo amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti. È questo il nome sul quale è stato raggiunto un accordo durante il vertice di ieri mattina a palazzo Chigi fra il premier Giuseppe Conte, il vicepremier M5s Luigi Di Maio il sottosegretario leghista alla presidenza Giancarlo Giorgetti e il ministro dell'Economia Giovanni Tria. Proprio quest'ultimo, in particolare, ha dovuto cedere sul nome a lui più gradito, quello di Dario Scannapieco, considerato vicino a Mario Draghi, mentre a prevalere è stata la linea del Movimento 5 stelle.

D'accordo pure la Lega
Anche il vicepremier Matteo Salvini, che non ha partecipato al vertice, spende comunque parole di stima per Palermo: «Palermo mi piace molto come città e anche come ad», ha detto il ministro dell'Interno al termine del Federale della Lega in via Bellerio a Milano, rispondendo ai cronisti in collegamento in diretta su Sky Tg24. A chi gli chiedeva se ci fossero stati nel governo malumori con il ministro Tria sulle nomine, Salvini ha risposto: «Non penso si sia rischiato qualcosa, ho sentito Di Maio e abbiamo sempre lavorato bene, le scelte delle persone migliori a volte chiedono più di un quarto d'ora o due giorni, ora vedremo di adottarle per qualsiasi nomina presente e futura. Siamo al governo da 50 giorni sono strafelice di quello che abbiamo fatto, verranno momenti difficili ma fino ad oggi non abbiamo mai litigato con nessuno», ha dichiarato il leader leghista. In compenso, secondo voci di palazzo, la Lega punterebbe in cambio a scegliere i vertici delle Ferrovie dello Stato e i direttori dei tg Rai.

Scontri con Tria
Il titolare dell'Economia, in compenso, resta sotto pressione e una nuova contrapposizione con M5s e Carroccio si potrebbe presto concretizzare sulla questione della legge di Bilancio. Tanto che si inizia a parlare anche di rischio dimissioni per Tria, che la maggioranza parlamentare considera quasi un corpo estraneo al governo. A difenderlo ci pensa invece, da Forza Italia, la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini: «Dopo queste prime settimane di governo e dopo il primo round del lungo match sulle nomine emerge uno scenario abbastanza delineato: Tria è l'unico argine all'irresposabilità del Movimento 5 Stelle. Il ministro dell'Economia è finora riuscito, subendo assurde accuse dai leader grillini, a tenere la barra dritta e ad evitare pericolose derive tanto nella politica economica quanto nella scelta dei manager da indicare nelle caselle più importanti della macchina dello Stato. La Lega in questa fase sembra in attesa, mentre Di Maio, Casaleggio e Grillo sono affetti da una ingestibile bulimia di potere. Saremo vigili dall'opposizione e vaglieremo con attenzione le decisioni prese in queste settimane».