10 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Euro, migranti e... Maria Elena Boschi: Conte racconta la 'sua' Italia

Il premier in un'intervista a Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano fa il punto sui primi mesi di governo. E guarda avanti
Il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Roma, 18 luglio 2018
Il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Roma, 18 luglio 2018 (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - «L'euro per noi è irreversibile». In un'intervista a Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla in maniera netta, senza giri di parole. E tocca tutti i temi più scomodi. In primis, quello sull'eventuale uscita dall'Euro: «Non ho mai avuto, né io né i miei ministri, intenzioni del genere. Io lavoro al Cigno Bianco, cioè ad agire con responsabilità per prevenire con la stabilità dei conti qualunque valutazione di inaffidabilità che possa innescare tempeste finanziarie. L'Italia è solida e stabile, il debito pubblico è alto ma sostenibile». Inevitabile che si guardi, quindi, in direzione del ministero dell'Economia e delle Finanze. Ed è qui che prova a rassicurare sulla solidità del governo: «Non c'è nessun problema sul ministro dell'Economia Giovanni Tria» ha assicurato il presidente del Consiglio. «Lui è il Cerbero che deve far di contoè il suo mestiere, nessun allarme. Voi non ci crederete, ma sono testimone diretto dei Consigli dei ministri: malgrado le voci di liti, non sono mai volate parole grosse o insulti. Se poteste assistere, vi annoiereste mortalmente. Per ora andiamo tutti d'accordo».

La questione migrante
Un comitato di crisi europeo per gestire i migranti. Questa la proposta del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. «Martedì ho scritto la seconda lettera a Juncker e Tusk per chiedere che quel che è avvenuto domenica (la suddivisione dei migranti fra i paesi Ue - ndr) diventi una prassi, affidata non più alle nostre telefonate ai partner, ma a un gabinetto o comitato di crisi sotto l'egida della Commissione Ue, che poi si faccia mediatrice con i vari governi». In futuro, ha continuato, «se altri Paesi extraeuropei accetteranno di creare non hotspot, ma 'centri di protezione' per esaminare le richieste di asilo, i veri profughi che avranno diritto di venire in Europa potremo portarli noi con corridoi umanitari, stroncando il traffico degli scafisti». Conte ha poi affermato di essere al lavoro con tutti i soggetti in campo per stabilizzare la Libia. «Vedrò anche Haftar» e «in autunno organizzerò qui in Italia una conferenza sulla Libia».

Il fisco, l'Opus dei e ... Maria Elena Boschi
I condoni sono una delle cose che, ogni volta che si tocca l'argomento, fa sobbalzare sulla sedia Marco Travaglio. Per questo, anche qui, Conte assume un tono rassicurante: «Giuro che non ci saranno condoni». Sul fisco «abbiamo in cantiere una riforma organica, direi rivoluzionaria, basata su due aliquote e una no tax area. Consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle». Riguardo ai suoi presunti legami con l’Opus Dei, il premier Conte ammette che gli era stato proposto di entrarci: «Ma ho rifiutato». E i suoi rapporti con Maria Elena Boschi? «Prima di diventare ministra faceva parte del giro che conta degli avvocati tra Firenze e Roma». E il premier racconta: «Avevo conosciuto Boschi all’Università. Insegnavo diritto alla scuola specialistica di Firenze. Fu formata una commissione esaminatrice e lei ne faceva parte: mi aiutò a correggere i compiti».