23 ottobre 2018
Aggiornato 08:30

Di Maio: «Meno 80 mila posti? Inps dice anche più 30 mila»

Via libera del Senato al decreto dignità. Con 155 sì, 125 no e un astenuto Palazzo Madama ha licenziato in via definitiva il provvedimento

ROMA - «Per la prima volta dopo decine di anni è stato approvato un decreto non scritto da potentati economici e lobby; mette al centro i cittadini, gli imprenditori e i giovani precari. Finalmente i cittadini segnano un punto: Cittadini 1 - Sistema 0. Chi crede che i numeri dell'Inps sugli 8mila posti di lavoro in meno l'anno sono reali, anche se per noi non è così, allora deve credere all'altra stima che la stessa Inps ci fa dopo la conversione in aula, cioè 62mila posti in più in due anni. Perché abbiamo inserito gli incentivi per i giovani sotto i 35 anni per il contratto a tempo indeterminato. Quindi, se la matematica non è un'opinione, 8mila ne perdi all'anno e 30mila ne guadagni, il saldo è positivo". Lo afferma il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, dopo il via libera definitivo dell'aula del Senato al decreto dignità, senza il ricorso al voto di fiducia.

IL RUOLO DELL'OPPOSIZIONE - «Poi - aggiunge - l'opposizione è giusto che porti avanti la sua posizione, anche con metodi che violano il regolamento, come quello dei cartelli in aula, ma non li biasimo perché li abbiamo usati anche noi in passato. Anche se dai banchi dell'opposizione, durante il dibattito sulla fiducia al governo, ricordo che dissero 'non faremo mai opposizione come avete fatto voi', poi alla fine li espongono tutti, perché questo è un metodo per attrarre l'attenzione».