Italia | Governo Conte

Migranti, Salvini e Conte d'accordo: nessuno scontro nel governo

Si spegne il presunto caso tra il ministro dell'Interno e quello della Difesa: tutto chiarito nella riunione di ieri con il premier. Le interviste di oggi lo dimostrano

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini con il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini con il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

ROMA«Non c'è nessun caso Trenta-Salvini, il governo rema unito e compatto verso la stessa direzione». Lo sottolineano fonti del ministero della Difesa dopo la forte contrapposizione dei giorni scorsi tra il responsabile del Viminale e la titolare di via XX Settembre sul caso degli attracchi nei porti italiani di navi militari aderenti a missioni internazionali, con a bordo profughi e migranti soccorsi nel Mediterraneo. In effetti la questione sembra essere stata chiarita nella riunione che Matteo Salvini ha tenuto ieri con il presidente del consiglio Giuseppe Conte e i colleghi di governo Giovanni Tria e Luigi Di Maio: «Non abbiamo parlato solo di migranti, ma anche di sicurezza e della manovra economica. La linea sui migranti è comune: ci sarà a breve un incontro tecnico e mi vedrò con Conte domani per affinare il documento che porterò a Innsbruck». Così il ministro dell'Interno l'ha raccontata a Il Messaggero.

Contro il traffico di esseri umani
«La linea – afferma Salvini – è bloccare in ogni modo il traffico degli esseri umani. Con le Ong siamo partiti. Ridefinire i contenuti delle missioni militari internazionali, che non possono raccogliere e scaricare tutto e tutti in Italia, sarà il prossimo passaggio inevitabile. Tra l'altro ho letto che anche a Bruxelles parlano di rivedere le regole dell'operazione Sophia. Bene». Alla domanda se dunque non sbarcherà più nessuno senza un preventivo accordo di redistribuzione tra Stati volenterosi, Salvini risponde: «Assolutamente sì. Siccome al Consiglio Ue hanno deciso che tutto è su base volontaria, anche l' Italia farà valere la sua volontà. A Innsbruck incontrerò i ministri tedesco, austriaco, francese, svizzero ecc. Vedremo... Già questa ritrovata centralità italiana mi rincuora». Sul fatto che il tedesco Seehofer e l'austriaco Kurz pensano di rispedire in Italia i migranti registrati nel nostro Paese, Salvini osserva: «Fanno il loro interesse, ovviamente. Ci incontreremo per trovare un punto di accordo. Di certo, nel dossier italiano non c'è l'ipotesi di far rientrare in Italia chi è andato all'estero».

La questione delle Ong
Della politica dell'esecutivo sui migranti ha parlato anche Giuseppe Conte nell'intervista rilasciata a La Stampa: il presidente del Consiglio ha precisato che le Ong non sono un pericolo, svolgono in tema di migranti «un ruolo importante nella nostra società. Ma è fondamentale che le loro navi rispettino le regole e non interferiscano con le operazioni della guardia costiera libica». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una intervista a La Stampa. Gli sbarchi sono calati dell'80% in un anno ma gli immigrati continuano a fare paura? «Negli anni scorsi – è stata la riflessione del premier – l'Italia si è prestata a raccogliere indiscriminatamente tutti i migranti che sbarcavano attraverso le rotte del Mediterraneo. È stata lasciata sola, ma è anche vero che ha fatto poco per ottenere una gestione realmente europea dei flussi migratori. Di qui – ha rilevato Conte – il business dell'immigrazione e l'incremento dei traffici illeciti». Conte ha aggiunto che «non mi sento spaventato» dai flussi migratori, «mi sento responsabile, avverto la responsabilità di perseguire una politica sull'immigrazione che sia sostenibile per gli interessi del nostro Paese e coinvolga tutti gli altri Paesi europei. La risposta dell'Italia all'emergenza migranti non è mai stata 'andate da un'altra parte' – ha ricordato Conte spiegando che – il nostro approccio è ben più complesso perché contempla anche la prevenzione dei traffici illeciti dei migranti e il superamento delle ragioni che li incrementano. Ad esempio ho incontrato il presidente del Niger, Issoufou, per rafforzare la cooperazione economica e sociale con un Paese da cui partono i traffici, che si alimentano con la povertà e con l'ignoranza diffuse soprattutto nelle zone rurali. La nostra proposta - ha aggiunto - prevede per esempio il rafforzamento dei controlli e dell'assistenza, anche giuridica, ai migranti nei Paesi di transito. Una strategia così articolata, se pienamente attuata, ci consentirà di poter gestire in modo ottimale i flussi migratori, in uno spirito di solidarietà con gli altri Paesi europei che sino ad ora è mancato». In attesa di quel momento, ha concluso Conte, «si continuano ad assumere iniziative concrete, come quelle attuate in queste ultime settimane, in modo da spingere anche gli altri Paesi europei a farsi carico di questa che per noi è una responsabilità collettiva».

In Europa
Le regole delle missioni internazionali che seguono le navi impegnate nel Mediterraneo sul fronte migranti «si possono e si debbono rivedere, perché così come sono attualmente formulate contraddicono il principio di un'Europa solidale, che noi intendiamo affermare anche in materia di immigrazione. Anche nel corso dell'ultimo Consiglio europeo abbiamo insistito per affermare questo principio. Non ci sono dubbi, quindi, che la direzione sia questa, ma la questione va affrontata nelle sedi opportune», prosegue Conte. Il premier ha chiarito per esempio che alcuni aspetti dell'operazione internazionale Sophia «andrebbero riformulati. Soprattutto per operare una redistribuzione dei migranti soccorsi in area Sar tra i vari paesi europei».

(da fonte Askanews)