16 luglio 2020
Aggiornato 17:30
Immigrazione

Botta e risposta Boeri-Salvini sui migranti, e Mattarella cerca di calmare le acque

Dopo i dati presentati dall'Inps sulle pensioni, lo scontro tra Tito Boeri e il ministro Salvini

Il presidente dell'Inps Tito Boeri e il ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il presidente dell'Inps Tito Boeri e il ministro dell'Interno Matteo Salvini ANSA

ROMA - «I dati sono la risposta migliore e non c’è modo di intimidirli». Così il presidente dell’Inps, Tito Boeri. «La mia risposta – ha aggiunto – è nei dati e i dati parlano. Oggi presentiamo quella che è la verità che bisogna dire in Italia». Boeri cerca di spiegare la sua "verità" sulla necessità, per il nostro Paese, di importare un maggior numero di migranti, affinché il sistema pensionistico italiano possa reggere. «Tutti sono d’accordo – ha detto il presidente dell’Inps – sul fatto che bisogna contrastare l’immigrazione irregolare. Bene, ma si dimentica un fatto importante: per ridurre l’immigrazione clandestina il nostro paese ha bisogno di aumentare quella regolare». «Tanti lavori per i quali non si trovano lavoratori alle condizioni che le famiglie possono permettersi nell’assistenza alle persone non autosufficienti – ha detto – tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere. C’è una forte domanda di lavoro immigrato in Italia».

"Dove vive, su Marte?"
Immediata la replica di Matteo Salvini: "'Servono più immigrati per pagare le pensioni… cancellare la legge Fornero costa troppo… servono più immigrati per fare i tanti lavori che gli italiani non vogliono più fare…’. Il presidente dell’Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare (e di fare figli) di tantissimi italiani. Dove vive, su Marte?». Questa la replica del vicepremier e ministro dell’Interno.

Mattarella: non cavalcare l’emotività, nell’ultimo anno -85% migranti
«Nell’ultimo anno, dalla metà del 2017 alla metà del 2018 gli arrivi attraverso il Mediterraneo in Italia sono diminuiti dell’85%. La pressione si è abbassata, questo dovrebbe consentire a tutti i governi – come loro responsabilità – razionalità senza cedere all’emotività. Parlare di confini da chiudere non è razionale ma risponde all’emotività subita o suscitata. La responsabilità politica richiede razionalità e governo comune del fenomeno. È possibile farlo». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispondendo alle domande dei giornalisti dopo aver incontrato a Tallinn la presidente dell’Estonia Kersti Kaljulaid. Mattarella ha sottolineato che è da irresponsabili parlare di chiusura delle frontiere europee, annullando di fatto la libera circolazione prevista dall’accordo di Schengen. «I nostri giovani – ha detto – si sentono ormai europei» e «vi sono molte cose che contrassegnano l’Ue e la sua storica integrazione. Ma due ne esprimono l’anima: Erasmus e Schengen. Viaggiare liberamente per i nostri giovani è un dato irrinunziabile». Per Mattarella «mettere a rischio questo è poco responsabile. Parlare di chiusura dei confini in un momento in cui tutto consentirebbe maggiore razionalità è da evitare», ha concluso il presidente della Repubblica.