23 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Mafia

Da Fratoianni a Fiano, la sinistra contro Salvini dopo la frase su mafia e cultura

La sinistra attacca il ministro dell'Interno dopo la sua visita a un'azienda agricola confiscata alla mafia in provincia di Siena

ROMA - Nicola Fratoianni vs Matteo Salvini. Dopo la visita del ministro dell'Interno a un'azienda agricola confiscata alla mafia a Suvignano, provincia di Siena, ecco che arriva la replica del deputato di LeU. "Tra un bagno in piscina e l'altro mi auguro che l'attuale ministro dell'Interno trovi un giorno o l'altro il tempo anche per rispondere all'interrogazione parlamentare di Liberi e Uguali sulla realtà di oltre 450 beni confiscati alle mafie in Toscana e di cui solo una ventina finora sono stati utilizzati o riassegnati" afferma Nicola Fratoianni. "E al di là dei proclami buoni per le tv - prosegue il leader di SI - si faccia una ragione: le mafie si devono combattere certamente con l'azione di contrasto di forze dell'ordine e magistratura (a cui va il nostro sostegno e gratitudine). Ma si combatte anche con i libri, con i film e con le belle parole che possono contribuire a formare nuove generazioni lontane e nemiche della criminalità». Il riferimento è proprio a Salvini, che questa mattina aveva detto che la mafia non si affronta con i libri o i film, ma "togliendole anche le mutande». Prosegue Fratoianni: "Serve anche naturalmente l'iniziativa dei politici affinché non vi siano comportamenti di contiguità e scambio di favori con la criminalità, insomma non ci sia spazio ad ambiguità nei rapporti tra pezzi di politica e le mafie. E su questo aspettiamo non solo parole ma gesti chiari anche da parte dei leghisti".

Fiano: con cultura si combatte la mafia, con i selfie no
Critico anche Emanuele Fiano del Pd: "Salvini nel suo tour di inaugurazione di azioni realizzate da chi lo ha preceduto, attacca i libri e l'educazione, che sono per lui evidentemente una inutile perdita di tempo nella battaglia contro la cultura mafiosa». "Mentre aspettiamo da un mese qualcosa che provenga dal Ministero dell'Interno che non siano dirette, inaugurazioni o slogan, Salvini si inventa il nemico del giorno: la cultura. Governi se è in grado, ringrazi le forze dell'ordine che a prescindere dal Ministro in carica combattono giornalmente ogni criminale, senza bisogno di telecamere». Per adesso - prosegue Fiano - abbiamo sentito parlare di ordine pubblico dal Ministro solo, "incredibilmente", a proposito della chiusura dei porti. "Di cultura c'è sempre bisogno per estirpare nei giovani e non solo, i modelli che le mafie vogliono imporre. La cultura è il miglior antidoto contro l'arroganza mafiosa e contro chi ne subisce il fascino immondo. Il ministro si occupi di prevenzione e repressione del crimine, non solo di inaugurazioni e di selfie. Con i sorrisi non abbiamo mai sconfitto nessun mafioso", conclude Fiano.

Miceli: Salvini faccia approvare decreto contro Cosa Nostra
Dello stesso tono Carmelo Miceli, anche lui deputato Pd: "Basta con i proclami, gli annunci e i buoni propositi. È tempo di fatti. La mafia si contrasta con atti concreti, norme contenenti misure reali e utili. Se il ministro Salvini ha veramente a cuore la lotta alla mafia lo dimostri facendo licenziare dal Consiglio dei Ministri un decreto legge ad hoc contenete misure per il contrasto a Cosa Nostra, si adoperi affinché il Parlamento costituisca la Commissione antimafia entro il 19 luglio, anniversario della morte di Paolo Borsellino, e obblighi i suoi parlamentari che entreranno in questa Commissione a condividere la richiesta di audizione di Fiammetta Borsellino e di tutti quei soggetti, magistrati compresi, che a vario titolo, possono fare chiarezza sui 'depistaggi' di cui parlano i magistrati della Corte di Assise di Caltanissetta nella sentenza per la strage di Via D'Amelio». "La mafia la si combatte mettendo le mani nel torbido, non con la narrazione. Salvini tolga i guanti bianchi e si sporchi le mani assieme a noi", conclude.