22 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Mafia

Salvini: la mafia non si combatte con i libri, ma togliendole le mutande. Germania? Non è colpa mia

Matteo SalvinI a margine di una visita all’azienda agricola di Suvignano, nel comune di Monteroni D’Arbia (Siena), confiscata a Cosa Nostra

SIENA - «La mafia la combatti non con i libri, con i film e le belle parole ma togliendole anche le mutande» e «voglio tornare qui con tanti bambini per dire che lo Stato è più bravo della mafia». Matteo SalvinI a margine di una visita all’azienda agricola di Suvignano, nel comune di Monteroni D’Arbia (Siena), confiscata a Cosa Nostra, non usa mezzi termini per attaccare le organizzazioni mafiose che hanno deturpato e saccheggiato il nostro Paese. In una diretta Facebook , seguita da più di 10mila persone, spiega che «non sono un ministro sceriffo che si occupa solo di barconi, la mafia è più organizzata dei trafficanti di esseri umani». E precisa che "con i limiti permessi dalla legge vorrei che questa gente sparisse o cambiasse mestiere». «Ci sono tanti amministratori locali sotto minaccia, tanti giornalisti che fanno il loro lavoro ed io ce la metterò tutta perché il sequestro di un terreno nel cuore della splendida toscana iniziato 23 anni fa sia più veloce: dobbiamo essere più veloci e dimostrare che lo Stato fa in fretta". 

Immigrazione fuori controllo insostenbile
Lo Stato c'è, vuole dire Salvini. E a chi lo accusa di aver portato l'Italia ad essere più isolata replica che non è affatto così: "Siamo così isolati che con Malta c'è un canale aperto e proprio oggi pomeriggio sentirò il ministro tedesco Seehofer». A chi lo ha incolpato di essere persino responsabile della crisi tedesca tra il ministro e la cancelliera Angela Merkel, Salvini ribatte: "Almeno questo non è colpa mia. Spero che ne escano presto, ma guardo al Governo italiano». Questa situazione è la dimostrazione che "l'immigrazione fuori controllo non è più sostenibile e accettata da nessuno». I trafficanti "sappiano che il loro tempo è finito, le navi continueranno a fare il loro giusto lavoro di soccorso, ma in Italia arriva chi ha il diritto di arrivare e arriva in aereo e non su un gommone", ammonisce il ministro dell'Interno in una intervista a Rainews 24. "Siamo davanti al colpo di coda degli scafisti, hanno capito che l'aria è cambiata e che il loro business è finito". 

"Quei poveretti che distinguono le persone per il colore della pelle"
Infine, una battuta sulle italiane della 4x400 che hanno portato a casa l'oro ai Giochi del Mediterraneo: "Mi piace l'Italia che vince, il mio plauso va a tutti quelli che hanno vinto ai Giochi del Mediterraneo oltre 150 medaglie con la maglia azzurra. È rimasto solo qualche poveretto di sinistra che distingue gli esseri umani in base al colore della pelle, spero che le ragazze della staffetta possano essere con noi l'anno prossimo a Pontida".

Il Pd contro
Immediata la replica di Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, a proposito delle parole di Salvini sulla mafia: "Salvini vuole togliere anche le mutande alla mafia? Finora dal ministro dell'Interno sono arrivate solo chiacchiere" scrive su Facebook. Il primo modo concreto - spiega - poteva essere che anche la Lega presentasse una proposta di legge di istituzione della Commissione Antimafia, invece fino ad oggi non l'ha fatto. E invece delle tre proposte all'ordine del giorno che vengono discusse oggi, una è dei 5 Stelle (Nesci) e due del Pd (Anzaldi e Verini). "La Lega al momento risulta non pervenuta». Il "problema di Salvini nella lotta alla mafia è che quando dalle parole si passa ai fatti, diventa virtuale. E anche sulle parole non ha mandato segnali incoraggianti». Attacca ancora Anzaldi: perché fino ad oggi non ha detto nulla sugli esponenti del suo partito coinvolti in indagini di malavita? Perché neanche una parola sulla candidata di Roma arrestata con l'accusa di essere la talpa in procura di un imprenditore legato alla camorra? Perché neanche una parola sull'indagine di Latina che avrebbe scoperto il sostegno elettorale del clan Di Silvio ai candidati della Lega? Perché neanche una parola sui presunti rapporti che ci sarebbero in Calabria con esponenti delle famiglie 'ndranghetiste?