5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Cronaca

'Ndranghetista prende in ostaggio le Poste: vuole parlare con Salvini

Cinque dipendenti dell’ufficio postale di Pieve Modolena a Reggio Emilia sono stati presi in ostaggio da un condannato nel processo “Aemilia”

Il processo a porte chiuse Aemilia sulla 'ndrangheta a Reggio Emilia
Il processo a porte chiuse Aemilia sulla 'ndrangheta a Reggio Emilia ANSA

REGGIO EMILIA - Cinque dipendenti dell’ufficio postale di Pieve Modolena, una frazione di Reggio Emilia, sono stati presi in ostaggio da un uomo, Francesco Amato, condannato il 31 ottobre a 19 anni di carcere nel processo «Aemilia» sulla presenza della ‘ndrangheta al Nord Italia. L’uomo, nei cui confronti pende un ordine di carcerazione, si era dato alla macchia e poi questa mattina è entrato nelle Poste di Via Fratelli Cervi con un coltello, trattenendo cinque persone. Sul posto ci sono Carabinieri e Polizia, che stanno svolgendo trattative con Amato. Chiuse tutte le vie limitrofe. La situazione sarebbe «sotto controllo».

Restano 4 ostaggi, una liberata
Dopo un paio d'ore uno dei cinque ostaggi, una donna è stata fatta uscire dalla filiale. Appena fuori, la donna ha avuto un mancamento ed è stata soccorsa dal personale del 118. Amato, che – riferiscono i Carabinieri – non sembra in uno stato molto lucido, «ha chiesto di parlare con dei politici sulla condanna, a suo dire ingiusta», in quanto lui sarebbe «sì un delinquente, ma un delinquente onesto, non mafioso». «Sono quello condannato a 19 anni in Aemilia», sono le parole che ha usato per presentarsi. Agli uomini dei Carabinieri ha chiesto, tra le altre cose, di poter parlare anche con il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Chi è Amato
Di Amato aveva parlato nell’ultima udienza del processo il pentito Antonio Valerio, detto «Il Pulitino», che aveva raccontato come a Reggio Emilia la famiglia Amato «vuole comandare. Va gridato in Aula, tant’è temeraria la famiglia Amato», aveva detto la scorsa settimana. «Tutti coloro che hanno commesso dei reati lo hanno percepito molto bene. Nessuno escluso. Donne comprese. Poiché sono le donne il cordone ombelicale di questa associazione da quando i mariti, i fratelli e i cognati sono in carcere. Il potere non lo mollano a nessuno i Sarcone e la linea di comando c’è. Dopo Carmine Sarcone, c’è Beppe Sarcone. Gli Amato devono aspettare, altrimenti i Gitani devono sparare se vogliono il comando come abbiamo fatto noi cutresi nel ’90».

Reggio Emilia sotto assedio della ‘ndrangheta
Reggo Emilia, una città che a detta dello stesso pentito "è sotto un assedio della ‘ndrangheta senza precedenti. Neanche i terroristi erano arrivati a tanto», aggiungendo che «noi usiamo gli appartamenti venduti in nero e il credito d’Iva come una criptovaluta molto più spendibile dei bitcoin. La ‘ndrangheta è una holding in continua evoluzione. Da qui a quattro cinque anni vedrete che cambiamento ci sarà dentro e fuori dalla Calabria. Non illudetevi che la ‘ndrangheta è finita qui».