19 settembre 2019
Aggiornato 19:00

«A proposito dei vitalizi...»: Di Battista prima attacca Laura Boldrini, poi festeggia

L'ex parlamentare del Movimento 5 stelle ricorda quando l'ex presidente lo cacciò dall'aula della Camera. Poi ringrazia i 'grillini' di oggi

MESSICO - Dal Messico, dove si trova per il suo viaggio 'on the road' lungo la Panamericana, Alessandro Di Battista torna, su Facebook, ad occuparsi della situazione politica italiana. Stavolta nel mirino mette la questione dei vitalizi. E lo fa mostrando un video (che potete vedere qui sopra) risalente agli ultimi giorni della passata legislatura. A quando «l'ex-Presidente Boldrini mi cacciava dalla Camera». In sua difesa intervennero Francesco D'Uva e Alfonso Bonafede. «Sapete cosa era successo? L'ex-Presidente dichiarò inammissibili le proposte del Movimento 5 Stelle sul taglio dei vitalizi agli ex-deputati fatte durante la discussione del bilancio della Camera». Disse «che non si potevano accettare in quanto la legge sul taglio dei vitalizi (la legge Richetti) era già passata alla Camera ed era in procinto di passare in Senato». 

Lo scontro con Laura Boldrini
Immediata la replica di Di Battista: «Io le dissi che nessuno ci poteva garantire la sua approvazione quindi suggerivo intanto di tagliare i vitalizi degli ex-deputati dato che era possibile farlo. Nulla, la Presidente mi buttò fuori». Come andò a finire? «Che la legge Richetti venne – come volevasi dimostrare – insabbiata al Senato e che il partito della Boldrini non è stato votato neppure dai parenti». Dopo aver ricostruito l'accaduto, Di Battista passa all'analisi del provvedimento. Festeggiando: «I vitalizi hanno le ore contate».

I 6 punti (più un p.s.) di Di Battista
1. Quando gli tocchiamo i vitalizi dicono «giù le mani, i nostri sono diritti acquisiti», quando invece ci toccano le pensioni si difendono dietro il «ce lo chiede l'Europa». Favolosi.
2. Dissi in ogni modo che il PD stava facendo finta di abolirli facendo passare la legge solo alla Camera e insabbiandola al Senato. Ricordate? Dicemmo che si sarebbero potuti tagliare immediatamente con una delibera dell'ufficio di presidenza. Ricordate? Cercate di ricordalo per favore affinché l'estinzione politica del PD sia ancora più veloce.
3. Nessuno ritiene che tagliando questo osceno privilegio medioevale si risolveranno magicamente i problemi dell'Italia, tuttavia è un segnale, un segnale importante che può far riavvicinare i cittadini alla politica.
4. Tranquilli ex-onorevoli: se non riuscirete a campare presto potrete chiedere il reddito di cittadinanza. Scommetto che non lo riterrete più «assistenzialismo».
5. La strategia renziana dei pop-corn funziona alla grande, mentre loro si divertono così noi facciamo quelle cose che i cittadini aspettano da 20 anni. 
6. Adesso ancora più tosti, sono molti altri i privilegi da abolire!
P.S. Francesco D'Uva adesso è il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera e Alfonso Bonafede è Ministro della Giustizia. Soddisfazioni!