23 gennaio 2019
Aggiornato 11:00
Immigrazione

«E due». Dopo Aquarius anche Lifeline non attraccherà in Italia: la nave ‘dei migranti’ verso Malta

L'annuncio del presidente Conte. Ma una parte delle persone a bordo sarà comunque accolta dall'Italia. E Salvini rilancia l'hashtag #stopinvasione

La nave Lifeline
La nave Lifeline

ROMA -«E due! Dopo la Ong Aquarius spedita in Spagna, ora tocca alla Ong Lifeline che andrà a Malta, con questa nave fuorilegge che finalmente verrà sequestrata. Per donne e bambini davvero in fuga dalla guerra le porte sono aperte, per tutti gli altri no!». Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, rilanciando su Twitter l'hashtag #stopinvasione, festeggia così la notizia che la nave non sarà accolta dall’Italia. La conferma è arrivata dal premier Giuseppe Conte in persona: «Ho appena sentito al telefono il presidente Muscat: la nave della Ong Lifeline attraccherà a Malta. Con il presidente maltese abbiamo concordato che l’imbarcazione sarà sottoposta a indagine per accertarne l’effettiva nazionalità e il rispetto delle regole del diritto internazionale da parte dell’equipaggio».

«L’Italia ha fatto e continuerà a fare la sua parte»
Il premier Conte non accetta però che sul caso si apra la minima polemica. Non stavolta dopo il caos scaturito con la nave Aquarius: «Coerentemente con il principio cardine della nostra proposta sull’immigrazione - secondo cui chi sbarca sulle coste italiane, spagnole, greche o maltesi, sbarca in Europa – l’Italia farà la sua parte e accoglierà una quota dei migranti che sono a bordo della Lifeline, con l’auspicio che anche gli altri Paesi europei facciano lo stesso come in parte già preannunciato». Una posizione quella di Giuseppe Conte che va letta anche come un tentativo di dialogo con l’Ue che poche ore prima aveva sottolineato come «nel Mediterraneo ci sono molti attori che fanno salvataggi tra Ong e navi nazionali. Quindi è chiaro che c’è un problema, non è giusto che sia solo un Paese dell’Ue a ricevere tutte queste navi e abbiamo compreso la posizione italiana» ha spiegato una portavoce della Commissione Ue.

Salvini e Meloni, tra accoglienza e blocco navale
E se per Matteo Salvini in un momento come questo «gli interessi italiani e quelli libici soo comuni: proteggere le proprie frontiere esterne» ed è per questo che «siamo disponibili ad accogliere chi fugge realmente dalla guerra, non quelli che dalla guerra non scappano» più dura è la posizione di Giorgia Meloni. Per la presidente di Fratelli d’Italia è vero che «sul tema degli immigrati c’è stato un cambio di passo da parte del governo» ma «bisogna trovare soluzioni alternative e definitive». Per questo «Fratelli d’Italia continua a chiedere a Conte di andare in Europa il 28 e il 29 giugno e proporre al Consiglio Ue una missione a largo delle coste della Libia. Il problema, infatti, non è dove attraccare i barconi: il problema è che i barconi non devno partire». A tal fine «Fratelli d'Italia propone anche l'abolizione della protezione umanitaria e per questo abbiamo depositato in Parlamento una proposta di legge. E' questo uno strumento che esiste solo da noi e che negli anni è stato usato per consentire a chiunque di restare in territorio italiano», conclude Giorgia Meloni.