24 settembre 2022
Aggiornato 21:30
Immigrazione

L'ira del governo per la bozza del pre-vertice Ue sui migranti

"Inaccettabile”: così bolla Conte il pre-vertice di domenica prossima se fosse tutto già deciso in partenza

Il premier Giuseppe Conte con il ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il premier Giuseppe Conte con il ministro dell'Interno Matteo Salvini Foto: ANSA

ROMA - Sarebbe «inaccettabile» per l’Italia se al pre-vertice europeo di domenica prossima fosse tutto già deciso in partenza e in particolare se fosse messa in carico al Paese la questione dei migranti di ‘secondary movement’. E’ quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, dopo che oggi ha iniziato a circolare a Bruxelles una ‘bozza’ di documento. Sulla questione oggi era intervenuto su Twitter il premier Giuseppe Conte, dopo l’incontro con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. «Oggi ho avuto con il presidente Tusk un incontro molto utile. Gli ho anticipato che al pre-vertice di Bruxelles non sono disponibile a discutere dei ‘secondary movements’ senza prima aver affrontato l’emergenza dei ‘primary movements’ che l’Italia si ritrova ad affrontare da sola», ha scritto, anticipando dunque l’intenzione di voler presentare con forza le proprie posizioni. Le stesse fonti precisano comunque che le prossime ore, prima di domenica, vedranno contatti e trattative sul tema.

Lo scontro Juncker-Tusk
Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si è in qualche modo giustificato per l’insolita riunione informale da lui convocata per domenica. Un vertice a sette – oltre all’Italia ci saranno premier e capi di Stato di Francia, Germania, Spagna, Grecia con i vertici della Ue dei due governi che stanno per alternarsi alla guida del Consiglio Ue, Bulgaria e Austria – per preparare la strada a una soluzione operativa da approvare al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Un confronto tra le proposte e le soluzioni dei Paesi maggiormente coinvolti nella gestione dei flussi in modo che dal prossimo Consiglio europeo si possa uscire con qualcosa di concreto e non con delle semplici dichiarazioni di intenti. L’iniziativa ha creato qualche tensione con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che aveva rifiutato di convocare la riunione preparatoria, richiesta in particolare dalla Germania, considerando che il vertice ufficiale si svolgerà solo pochi giorni dopo. «Avremo, domenica prossima a Bruxelles, non un mini vertice Ue, ma una riunione informale di lavoro a cui sono invitati tutti gli Stati membri interessati da vicino ai temi dell’immigrazione e alla nuova regolamentazione delle procedure d’asilo», ha spiegato Juncker nel pomeriggio ai giornalisti, durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro francese Edouard Philippe. «E’ un’iniziativa – ha osservato Juncker – che mi piace, ma non troppo, perché non mi piace presiedere riunioni con solo alcuni degli Stati membri; ma siccome altri si rifiutavano di farlo (il riferimento è a Tusk, ndr), doveva ben esserci qualcuno per presiedere la riunione», anche se solo «come collegamento» fra i leader degli Stati membri, e «senza svolgere un ruolo preminente», ha concluso il presidente della Commissione.

La proposta italiana
Intanto l'Italia sta lavorando a una proposta molto netta sulla gestione dei flussi migratori. Matteo Salvini ha ribadito l’unità del governo giallo-verde nella gestione di questo dossier e ha fatto sapere che il premier Giuseppe Conte «sta lavorando benissimo». «Il problema - ha avvertito - non è litigare tra Stati membri ma usare soldi e uomini dell’Ue per difendere il confine europeo». In quale quadro si muova l’Italia lo ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, pur insistendo sul «dovere» dell’accoglienza, sul principio di «umanità» insito e radicato nella stessa Costituzione italiana e sul rispetto del diritto internazionale, ha lanciato un richiamo alla stessa Europa e alla comunità internazionale perché questo non può essere solo un problema dell’Italia. «La comunità internazionale deve operare con scelte politiche condivise e lungimiranti per gestire un fenomeno che interessa il globo intero - avverte il Capo dello Stato -. L’Unione Europea, in particolare, deve saper intervenire nel suo insieme, non delegando solamente ai Paesi di primo ingresso l’onere di affrontare le emergenze»

Mattarella invoca interventi strutturali
La gestione attuale dei fenomeni migratori deve lasciare il posto a interventi strutturali che rimuovano le cause politiche, climatiche, economiche e sociali che alimentano tante tristi vicende, sottolinea Mattarella. Per governare i grandi spostamenti di esseri umani occorre prevenire i conflitti e mettere fine a quelli in corso, sostenere i Paesi di origine dei flussi aiutandoli a combattere carestie e malnutrizione, fornire adeguato sostegno ai Paesi limitrofi e alle aree soggette a ostilità». «Consapevole della natura globale di questa sfida, l’Italia promuove da tempo, nei consessi europei ed internazionali, una politica che si ispira ai principi della responsabilità, della solidarietà e della condivisione dei doveri e dei compiti tra tutti i Paesi interessati. Anche in seno alle Nazioni Unite, l’Italia è fortemente impegnata nei negoziati in vista dell’adozione di un patto mondiale sui rifugiati, che rappresenta lo strumento per offrire risposte concrete e universalmente accettate – conclude Mattarella -. Nel sollecitare la comunità internazionale e l’Unione Europea a compiere passi crescenti su questo terreno, la Repubblica Italiana si conforma alle norme sancite dal diritto internazionale relative all’accoglienza di coloro che hanno diritto a protezione».