18 novembre 2019
Aggiornato 16:30
Famiglia

Così la Lega al governo vuole 'convincere' gli italiani a fare più figli

Il ministro alla Famiglia e disabilità, Lorenzo Fontana, presenta il suo piano: «Contro il calo nascite un sistema fiscale 'family friendly'»

Matteo Salvini con Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia e della Disabilità
Matteo Salvini con Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia e della Disabilità ANSA

ROMA - Contro il calo delle nascite in Italia serve «una programmazione strategica delle politiche familiari», una «regia complessiva dell'azione di governo»: lo ha sottolineato il ministro della Famiglia e disabilità, Lorenzo Fontana, rispondendo ad una interrogazione della Lega sulle politiche per contrastare la crisi demografica, e tra gli strumenti prioritari da adottare per sostenere le famiglie il ministro ha evidenziato la necessità di un «sistema fiscale family friendly». Fontana ha ricordato che «l'articolo 18 del contratto di governo è interamente dedicato alle politiche familiari», mentre ha giudicato «insufficienti» gli «istituti del bonus bebè, del premio alla nascita e del bonus nido finanziati in questi ultimi anni, così come altri interventi in tema ad esempio di voucher baby sitter e asili nido». Citando gli ultimi dati Istat, diffusi una settimana fa, nel 2017 il ministro ha ricordato come «si è registrato un nuovo record negativo: sono stati infatti iscritti in anagrafe per nascita solo 458.151 bambini, l'ennesimo minimo storico dall'Unità d'Italia. A maggio di quest'anno lo stesso Istituto di Statistica ha diffuso altri dati allarmanti: nel 2065, ovvero tra 47 anni, la popolazione italiana sarà pari a 54,1 milioni, con una flessione rispetto al 2017 di 6,5 milioni».

Il nesso tra crisi della natalità e crisi economica
E - ha proseguito Fontana - «illustri economisti e demografi confermano l'inscindibile nesso tra crisi della natalità e crisi economica. Il professor Ettore Gotti Tedeschi ha più volte affermato che 'senza alcun dubbio, la crisi economica è stata originata dalla crisi demografica'. Il professor Carlo Cottarelli ha collocato proprio il 'crollo demografico' tra i sette vizi capitali che bloccano l'economia italiana. Il professor Gian Carlo Blangiardo ha sottolineato, nel febbraio di quest'anno, come i dati riflettano una 'crisi demografica senza precedenti, con un'importanza pari alla crisi economica'». E ancora «il Documento di Economia e Finanza del 2017 conferma come la politica economica dell'Italia dei prossimi anni dovrà - cito testualmente - 'vincere la sfida della crescita e della riduzione del debito pubblico in rapporto al Pil. Questa sfida - conferma il Def - è anche collegata alla questione demografica: la popolazione italiana è invecchiata, le nascite e il tasso di fecondità sono in calo'».

La sfida: invertire il trend negativo
«La sfida di invertire il trend negativo da record che è in atto è improba e ne siamo consapevoli», ha sottolineato Fontana, avvertendo: «Le politiche demografiche richiedono infatti sforzi considerevoli e gli effetti si misurano sul lungo periodo. Ma senso di responsabilità e attenzione al futuro dei nostri figli ci impongono di non guardare agli appuntamenti elettorali bensì ad orizzonti ben più ampi». E «l'articolo 18 del contratto di governo è interamente dedicato alle politiche familiari». 

Il piano del ministro
In sintesi «riteniamo fondamentale che la spinta alla demografia prenda le mosse da misure concrete, lungo le direttrici di: un sistema fiscale 'family friendly', che possa coniugarsi, sul versante dell'imposizione diretta, con la realizzazione di una drastica semplificazione tributaria che conferisca specifica valenza al reddito dei nuclei familiari, e che possa altresì rendere meno onerosa l'imposizione indiretta con riferimento ai beni e servizi relativi all'infanzia; una rete di sostegno all'assunzione delle responsabilità genitoriali profondamente razionalizzata, anche attraverso una valorizzazione dei consultori familiari e delle esperienze dei Centri per la famiglia, sulla base di una più complessiva rivisitazione del sistema integrato di interventi e prestazioni sociali, diretta a costruire un nuovo welfare familiare articolato tra i diversi livelli di governo, adeguatamente e stabilmente finanziato, ispirato a criteri equitativi coerenti con le reali esigenze dei nuclei familiari; una sistematizzazione e integrazione degli interventi di promozione della natalità e di sostegno alla maternità e alla paternità, agendo sia sul versante ordinamentale sia sul piano del rafforzamento dei sussidi e delle altre agevolazioni a sostegno della genitorialità».