18 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Immigrazione

Il Papa contro Salvini: «Non puoi respingere i migranti che arrivano»

Il Santo Padre alla Reuters: «Vanno ricevuti, aiutati, curati, accompagnati». E Amnesty International scrive una lettera al premier Giuseppe Conte

Papa Francesco con i migranti a San Pietro
Papa Francesco con i migranti a San Pietro ANSA

ROMA - «Credo che non puoi respingere quelli che arrivano. Devi riceverli, aiutarli, curarti di loro, accompagnarli e poi vedere dove metterli, ma in tutta Europa»: parla così Papa Francesco in un’intervista esclusiva alla Reuters. L’agenzia di stampa britannica nell’intervista concessa domenica sera, Jorge Mario Bergoglio «ha parlato a lungo a di immigrazione, un tema controverso in Europa così come negli Stati Uniti», poi Reuters ricorda che il governo italiano ha chiuso i porti alla nave Aquarius e che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha criticato il Papa in passato sulla questione delle migrazioni. «Credo che non puoi respingere quelli che arrivano. Devi riceverli, aiutarli, curarti di loro, accompagnarli e poi vedere dove metterli, ma in tutta Europa», sono le parole del Papa citate. «Alcuni governi vi stanno lavorando e le persone devono essere sistemate nel modo migliore possibile, ma creare la psicosi non è la cura. Il populismo non risolve le cose. Quel che risolve le cose è l’accettazione, lo studio e la prudenza».

Amnesty scrive al premier Conte
«Il rispetto degli obblighi internazionali, la cooperazione e la solidarietà devono essere al centro delle attività di soccorso in mare e della riforma del sistema d'asilo europeo». Con queste parole inizia la lettera che il direttore generale di Amnesty International Italia, Gianni Rufini, ha inviato al primo ministro Giuseppe Conte questa mattina, prima dell'incontro col presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Rufini ha auspicato che l'Italia resti esempio di generosità e umanità nel soccorrere rifugiati e migranti nel Mediterraneo centrale e nell'offrire loro protezione e si faccia promotrice di una riforma del sistema d'asilo europeo più equa e solidale verso i paesi, come proprio l'Italia, che hanno maggiormente contribuito ad affrontare i flussi migratori degli ultimi anni.

Le richieste della Ong
A seguito della vicenda della nave di soccorso Aquarius, ha notato Rufini, il sistema di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale è entrato in una fase caratterizzata da una pericolosa imprevedibilità. L'Italia dovrebbe discutere urgentemente e in modo solidale e cooperativo con gli altri governi europei come gestire i salvataggi e gli sbarchi di rifugiati e migranti in modo rispettoso del diritto internazionale e che assicuri la sicurezza di tutti coloro che sono coinvolti da operazioni di salvataggio, nonché l'accesso alla protezione e una condivisione più equa delle responsabilità per l'accoglienza e l'esame delle domande di protezione. L'attuale sistema d'asilo europeo, nella sua attuale configurazione, non risponde alle esigenze di coloro che fuggono da guerre e persecuzioni e che hanno urgente bisogno di protezione. Si tratta di un sistema che smembra le famiglie, incoraggia gli stati a scaricare le proprie responsabilità gli uni sugli altri anziché incentivare la cooperazione, e che è gravato da procedure eccessivamente burocratiche che rallentano l'accesso all'asilo. Gli stati europei di frontiera come l'Italia ne soffrono le più gravi conseguenze a causa della regola dello stato di primo arrivo.

Creare un nuovo sistema
«Una riforma radicale del sistema di Dublino è perciò urgentemente necessaria. Il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sulla riforma di Dublino nel novembre scorso con il supporto di un'ampia maggioranza di tutti i gruppi politici. La posizione del Parlamento europeo fa della solidarietà e dell'equità attraverso la condivisione delle responsabilità una componente fondamentale della riforma, cambiando l'attuale ingiusta logica che assegna ogni responsabilità allo stato di primo arrivo. Amnesty International considera la posizione del Parlamento europeo un passo decisivo e positivo nella giusta direzione, che offre un nuovo paradigma che merita l'attenta considerazione del Consiglio europeo», si legge nella lettera indirizzata al presidente Conte. «La creazione di un nuovo sistema di equa distribuzione delle responsabilità tra stati membri per i richiedenti asilo è l'unica giusta soluzione di lungo termine per tutti gli stati interessati e per i rifugiati. Creare un sistema che sia più equo ed efficace è possibile. Le popolazioni europee e coloro che fuggono verso l'Europa meritano un sistema migliore dell'attuale: un sistema equo e sostenibile che sia coerente con i principi di rispetto per la dignità umana su cui l'Unione europea si fonda», conclude la lettera.