16 novembre 2018
Aggiornato 07:00

L'Aquarius non attraccherà in Sardegna: continua l'infinito viaggio verso la Spagna

Fonti del governo smentiscono l'approdo in Sardegna, nonostante le onde di 4 metri e il forte vento. «La situazione a bordo è critica»
La situazione a bordo di Aquarius
La situazione a bordo di Aquarius (FACEBOOK / SOS MEDITERRANEE)

ROMA - L'Aquarius non attraccherà in Sardegna. La conferma arriva da fonti del governo italiano che spiegano come la nave si trova ora davanti alla Sardegna solo per un «cambio di rotta» dovuto alle cattive condizioni atmosferiche e l'approdo nel porto di Valencia, in Spagna, è «previsto per la giornata di domenica». Nonostante le condizioni a bordo «sono critiche», il forte vento e le onde alte quattro metri l'Italia conferma la decisione presa: niente attracco nei porti italiani. «Mi sembra che una nave che porta a bordo sistematicamente 400, 500, 600 persone sia attrezzata» per il maltempo, ha spiegato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Ora «ne hanno a bordo cento. Se avessero problemi con un quinto delle persone che di solito prendono a bordo vuol dire che hanno problemi loro». Al momento la nave si trova a circa 30 miglia nautiche al largo della Sardegna, con 106 persone soccorse rimaste a bordo, dopo il trasferimento di 523 persone sulle navi italiane. 

La situazione a bordo
Il team medico di Medici Senza Frontiere in queste ore ha assistito almeno 80 persone con sintomi da mal di mare, tra cui donne incinte e una neo-mamma che allattava il suo bambino. La maggior parte delle persone ha dormito nel riparo allestito all'interno della nave per proteggerle dal vento. «È stata una notte molto dura, il mare era grosso e la maggior parte delle persone ha avuto il mal di mare. Stamattina molte di loro stanno ancora male, ma la situazione è più serena. Le persone sono nel riparo e si stanno riprendendo dalla nottata. Abbiamo distribuito arance, barrette di cereali, cornetti e thè freddo forniti ieri dalla Guardia Costiera italiana e le condizioni del mare sono leggermente migliori», ha raccontato Aloys Vimards, capo progetto di MSF a bordo della Aquarius.

«Una traversata lunga e assurda»
La dottoressa Claudia Lodesani, presidente di Medici Senza Frontiere, ha ribadito le critiche all'intero impianto europeo di soccorso: «Sotto gli occhi del mondo intero, questo braccio di ferro sulla pelle delle persone mette gravemente a rischio il sistema di ricerca e soccorso, che risponde all'obbligo del diritto internazionale e marittimo di salvare vite in mare un sistema a cui le organizzazioni umanitarie hanno offerto il proprio aiuto, supportando la Guardia Costiera italiana nel salvare vite, per colmare il drammatico vuoto lasciato dagli Stati Europei». 

Mogherini chiede attracco in Italia
Chi continua a chiedere che la nave Aquarius approdi in Italia è l'Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, Federica Mogherini, che ricorda come «la legge internazionale chiede che sia fatto ogni sforzo per rendere minima la permanenza delle persone a bordo delle navi che le hanno soccorse in mare». E viste le condizioni meteo e le difficoltà alla navigazione, «spero che la questione si possa risolvere nel modo migliore e più rapido possibile, perché la priorità assoluta, assoluta, deve essere quella della protezione delle vite umane».