24 ottobre 2018
Aggiornato 02:00

Chi attacca Conte e chi lo aspetta al varco: c'era una volta il centrodestra unito

Da una parte chi, come Brunetta (Forza Italia) è «preoccupato». Dall'altra Giorgia Meloni: «Decideremo in base ai provvedimenti»
Renato Brunetta e Giorgia Meloni
Renato Brunetta e Giorgia Meloni (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - «Sono molto preoccupato. Ho sentito un discorso pieno di retorica e di luoghi comuni. Ma ho sentito anche molte cose preoccupanti: giustizialismo, fondamentalismo, autoritarismo, pauperismo, più pene per tutti, più carceri. Non ho sentito alcuno spirito liberale». Su Twitter Renato Brunetta (Forza Italia) torna a criticare il governo Conte. «Ho sentito solo assistenzialismo, welfare, ma non nel senso di welfare per chi ne ha più bisogno. Non ho sentito una parola sul fatto che la ricchezza va prima prodotta per poi successivamente essere redistribuita». Poi «Sono preoccupato - ha detto Brunetta ancora su Twitter - per la banalità autoritaria dei contenuti del discorso del prof. Conte. Questa maggioranza di governo non è espressione del voto del popolo sovrano. Questa è una maggioranza anomala, mostruosa». 

Brunetta all'attacco su Twitter
«Il prof. Conte - ha detto l'esponente azzurro in un altro cinguettio - non ha detto nulla su investimenti pubblici e investimenti privati. Non ha detto nulla sulla crescita economica. Ho trovato il suo discorso una lettura pericolosa per la nostra democrazia. Se poi tutto questo si basa su una maggioranza che non è espressione della volontà popolare...». Poi l'analisi si sposta sul saluto al Presidente Mattarella: «E che dire della maggiore forza al governo e dell'impeachment richiesto pochi giorni fa per poi ritrattarlo? Il presidente Conte non si sente in imbarazzo?», ha concluso Brunetta.

Meloni: «Decideremo di volta in volta se sostenere il governo»
Giorgi Meloni ha invece confermato la linea del suo partito: «Fratelli d'Italia è dalla parte degli italiani, sempre. Se dal governo Conte arriveranno provvedimenti che condividiamo, come il taglio delle tasse, il blocco all'immigrazione irregolare, la difesa della sicurezza dei cittadini, la tutela delle nostre imprese, dei nostri prodotti, del lavoro italiano, voteremo quei provvedimenti. Se arriveranno cose che non condividiamo come il blocco dei lavori per la costruzione di nuove infrastrutture, l'assistenzialismo spinto perché la sfida per gli italiani è creare lavoro e non dare a tutti una mancetta, non voteremo quei provvedimenti perché non li condividiamo».