28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Diritti

Bologna, registrato il primo bambino figlio di due mamme

Il sindaco Virginio Merola ha firmato l'atto di nascita del figlio di una coppia omogenitoriale

Una foto di scena del film di Pepa San Martin 'Rara'
Una foto di scena del film di Pepa San Martin 'Rara' ANSA

BOLOGNA - Il sindaco di Bologna, Virginio Merola ha firmato l'atto di nascita di un bimbo nato in città nei giorni scorsi all'interno di una coppia omogenitoriale. Il primo cittadino ha sottoscritto nell'atto di nascita il riconoscimento da parte della madre biologica e della co-genitrice. «Sono sempre stato convinto che allargare i diritti serva per tutti - ha spiegato Merola - per questo ho firmato questo atto di nascita come stanno facendo altri sindaci in Italia. Proprio perché, come sindaci, ci occupiamo della vita delle persone, ci è più chiara l'urgenza di aumentare i diritti in presenza di un vuoto normativo». Per l'assessora alle Pari opportunità , Susanna Zaccaria, quello di Merola è un atto importante: «Sono molto orgogliosa di essere assessora per i diritti LGBTQI nella giunta di un Sindaco che non si tira mai indietro di fronte alle scelte di civiltà così si tutelano davvero i diritti delle persone».

I precedenti
Nelle scorse settimane la registrazione all’anagrafe di figli nati all’interno di coppie omogenitoriali era avvenuto a Torino, dove era stata inserita nel registro una bimba figlia di due mamme, e a Gabicce Mare, nel Pesarese, dove erano stati registrati due gemelli figli di due padri.

A Torino la chiesa in subbuglio
Ed è proprio in relazione alla registrazione all'anagrafe di una bimba figlia di due mamme che, a Torino, era divampata la polemica. In prima fila l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, che ha sottolineato come «un bambino che nasce è sempre un dono e va sempre amato, curato, rispettato e sostenuto, ma riteniamo anche che abbia bisogno di una mamma e di un papà, di poter essere educato da un maschio e una femmina». Ribadendo poi la posizione della Chiesa, «che non vuole imporre le sue idee a nessuno», l'arcivescovo ha aggiunto che «forse dialogando insieme, cercando di trovare una sintesi fra le posizioni diverse, si potrebbe trovare una quadratura del cerchio. La Chiesa - aggiunge - è sempre per superare i contrasti certo sempre mantenendo i suoi principi».