22 ottobre 2018
Aggiornato 20:02

Roma, autobus in fiamme in pieno centro: «A rischio l'incolumità pubblica»

Una forte esplosione, poi l'incendio. Paura in via del Tritone. Tragedia sfiorata nel cuore della Capitale
Un autobus di linea in fiamme in via del Tritone, Roma, 8 maggio 2018
Un autobus di linea in fiamme in via del Tritone, Roma, 8 maggio 2018 (ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - Una forte esplosione e poi le fiamme in via del Tritone questa mattina alle 10:30. Un autobus della linea 63 è letteralmente esploso pochi secondi dopo che l’ultimo passeggero aveva lasciato l’automezzo. A dare l’allarme un ex carabiniere che insospettito dal fumo che si stava alzando nella parte posteriore dell’autobus ha subito avverito l’autista dell’Atac che ha aperto le porte per far scendere i numerosi passeggeri che erano sul mezzo in un’ora di punta. Sul posto sono subito arrivati i mezzi del vigili del fuoco e delle forze dell’ordine mentre un alunga colonna di fumo nero si è alzata sui palazzi di via del Tritone a poca distanza dalla Rinascente che è stata fatta evacuare per precauzione. Atac ha annunciato di avere aperto un'indagine interna sull'incidente. Anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo. Gli inquirenti al momento ipotizzano il reato di «delitto colposo di danno in tema di incolumità pubblica». Sul posto anche il ministro degli Interni Marco Minniti.

La rabbia dei sindacati
«Questa volta nessuno potrà fare finta di nulla e la politica dovrà finalmente ascoltare la voce dei tanto vituperati lavoratori del trasporto pubblico. Uno dei tanti bus malridotti di Atac ha deciso infatti di andare a fuoco non nelle lontane periferie ma in pieno centro cittadino, a via del Tritone, sotto gli occhi di tutti. Il video delle fiamme che avvolgono la vettura della linea 63, un Mercedes Citaro del 2003, il botto causato dall'esplosione dei pneumatici, sono già stati visti e sentiti in mezzo mondo». Lo scrive il sindacato di base Usb in una nota. «Dal momento che tutto è accaduto praticamente dietro Palazzo Chigi (Minniti si è fermato per esaminare la situazione) - spiegano da Usb - e a due passi dal Campidoglio, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo ipotizzando il delitto colposo di danno in tema di incolumità pubblica».Ma «il vero delitto, come l'Unione Sindacale di Base denuncia da anni, è opera delle tante amministrazioni che hanno portato Atac al dissesto, facendone l'azienda con il parco vetture più vecchio d'Europa. La vera colpa di questi incidenti è di quei manager profumatamente pagati che hanno deciso, ben sostenuti dalla politica, che si potevano licenziare su due piedi gli oltre 140 lavoratori Corpa che assicuravano la manutenzione su strada dei veicoli".

L'indagine interna di Atac? «Fa sorridere»
Il sindaco mette poi nel mirino l'azienda: «Fa tristemente sorridere che oggi l'Atac se ne esca con il solito trito comunicatino che annuncia la solita indagine interna. Farebbe invece letteralmente sbellicare, se non ci fosse da piangere, l'affermazione che l'azienda "negli ultimi mesi ha intensificato le azioni preventive per minimizzare i rischi di incendio per la flotta che purtroppo ha un'età media molto avanzata. Le azioni messe in campo hanno consentito di abbattere i casi di incendio sulle vetture di circa il 25% nel primo quadrimestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017». Occorrono mezzi nuovi, subito, prima che l'estate produca ulteriori danni mettendo a rischio l'incolumità di lavoratori e cittadini. Se il MEF si è detto disponibile all'acquisto di 500 nuove vetture, si proceda subito. Occorre dire stop alla privatizzazione strisciante. Occorre reintegrare e internalizzare i lavoratori licenziati».