E dialogo M5s-Pd sia: Fico certifica l'«esito positivo». Ora la parola ai partiti

Il dialogo tra M5s e Pd “è avviato”. Lo ha assicurato il presidente della Camera Roberto Fico dopo avere incontrato al Quirinale il capo dello Stato Sergio Mattarella
Il presidente della Camera Roberto Fico
Il presidente della Camera Roberto Fico (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Il dialogo tra Movimento 5 Stelle e Pd «è avviato». Lo ha assicurato il presidente della Camera Roberto Fico dopo avere incontrato al Quirinale il capo dello Stato Sergio Mattarella per riferire della sua ‘esplorazione’ tesa a verificare la possibilità di un accordo tra grillini e dem per la formazione di un nuovo governo. Il mandato esplorativo di Fico è terminato ed ora la parola spetta ai partiti, dopo gli evidenti reciproci abboccamenti di questi giorni. M5S e Pd dovranno ora – con gli strumenti che hanno a disposizione (consultazione online per i grillini e direzione per i democratici) – verificare l’apprezzamento delle rispettive basi per una eventuale intesa. E’ effettivamente difficile pensare che le parole di Fico siano frutto solo delle sue sensazioni, sicuramente deriveranno anche da quella che è stata l’interpretazione della situazione da parte del capo dello Stato (che certamente non ha solo aspettato la relazione del presidente della Camera ma avrà proseguito i suoi rapporti e contatti in questi giorni). Detto questo, nulla è ancora chiuso.

I prossimi passi
Innanzitutto, così come concesso alla presidente del Senato Casellati, Mattarella aspetterà qualche giorno prima di pronunciarsi sul lavoro e sulle novità prospettate da Fico. Poi, passaggio fondamentale, aspetterà cosa succederà all’interno dei due partiti ma soprattutto quale sarà la posizione della direzione del Pd, conovocata per il 3 maggio, sull’eventuale intesa con il Movimento 5 Stelle. E’ evidente infatti che sarà questo (senza dimenticare le elezioni in Friuli Venezia Giulia di domenica prossima… alla fine i partiti sono riusciti a spostare tutto dopo le consultazioni regionali, Molise compreso) il passaggio fondamentale della nuova legislatura: se dal Pd arriverà un sì ai grillini (saranno poi da valutare le condizioni che verranno poste, ma non è questo il momento) la strada verso il nuovo governo sarà in discesa.

Se non si trova l'accordo
In caso contrario, con ogni probabilità – esaurite le possibilità date ai partiti di trovare accordi, di esplorare, come detto oggi in riferimento a Pd e M5S da Fico, una disponibilità in seno alle forze politiche – il capo dello Stato dichiarerà chiusa la fase consultiva (diretta e indiretta) e prenderà le sue decisioni. Quali saranno non è dato sapere, la cosa certa è che potrebbe giungere a conclusioni di sua diretta espressione dopo aver provato per settimane a spingere i partiti ad abbandonare la campagna (post) elettorale permanente e pensare all’assetto e al futuro del Paese.

L'utlima chance di Mattarella
In ogni caso il presidente della Repubblica evidentemente (e ne ha forse segnali) ancora spera di venire a capo della situazione e chiudere una volta per tutte il post 4 marzo. In questo senso non è escluso che, se in questi giorni sia da M5S che da Pd dovessero arrivare segnali positivi, possa allungarsi il tempo, possa essere concesso ulteriore spazio per limare gli spigoli e concordare su una linea comune di governo. Ma, nello stesso tempo, non è escluso che questa possa essere l’ultima chance concessa da Mattarella.