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Effetto Molise sul Governo: nuova esplorazione targata M5s, ma restano i veti

Nuova esplorazione ora targata M5s. Salvini: "Governiamo subito insieme". Berlusconi: con M5s mai. Di Maio: cambiamento in arrivo

Il presidente del Senato Roberto Fico
Il presidente del Senato Roberto Fico (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Il centrodestra batte il Movimento cinque stelle alle elezioni Regionali in Molise - con l'avvocato forzista Donato Toma che conquista il 43,7% dei consensi contro il 38,5% di Andrea Greco - e subito il fattore Molise entra di prepotenza nella lunga partita a scacchi per la formazione del governo. Accadrà lo stesso con il Friuli, assicura il candidato leghista alla guida della Regione Massimiliano Fedriga, profetizzando che il risultato aiuterà la nascita di un governo. Ma quale governo? La domanda stamani è stata al centro del summit tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i suoi consiglieri che hanno analizzato anche i risultati del voto nella più piccola regione a statuto ordinario per trovare una via di uscita allo stallo che dura da quasi sessanta giorni.

L'incarico a Fico
Alle 17 il presidente della Camera Roberto Fico è salito al Quirinale per incontrare il Capo dello Stato che gli ha conferito un mandato esplorativo per dare avvio al terzo giro di consultazioni. Quale strada prenderà la crisi per cercare uno sbocco lo si capirà dal perimetro che Mattarella attribuirà all'esplorazione di Fico. Per la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati si è trattato di centrodestra e M5s e si sa come è finita, la grande novità per Fico potrebbe essere dover sondare il Pd. Nel frattempo, per bocca di più esponenti del partito e anche del renziano Ettore Rosato, il Pd "è uscito dal freezer». A patto, però, che si chiuda il forno del M5s con a Lega. Comunque sia il Quirinale sa perfettamente che il tempo sta per scadere e un ritorno alle elezioni non sembra l'ipotesi preferita da parte del presidente.

Berlusconi non vuole i grillini, Salvini invece sì
Fosse per Berlusconi il governo dovrebbe essere di centrodestra e senza i grillini. Per il Cavaliere la coalizione di cui fa parte Forza Italia esce dal voto amministrativo di ieri come prima forza politica regionale e nazionale, l'unica in grado di guidare "le regioni e il Paese" a differenza dei Cinque Stelle che sono stati giudicati "del tutto non credibili per una funzione di governo». "Dal Molise esce battuto e fortemente ridimensionato il dilettantismo dei Cinque Stelle, rispetto al voto di protesta espresso dagli elettori alle politiche", attacca l'ex premier. Ma in Forza Italia c'è anche chi come Giovanni Toti, governatore della Liguria, continua a dire di non voler "escludere la strada di un'intesa fra centrodestra e M5s, perché riflette il voto degli italiani alle urne». Per Matteo Salvini il governo deve essere centrodestra-M5s senza il Pd sperando che "adesso cadano tutti i veti». Il leader della Lega lancia anche un messaggio "sottovoce" al presidente Mattarella: "Facciamo veloce".

"Il cosiddetto centrodestra"
Il Movimento cinque stelle boccia il trionfalismo di Forza Italia - che dà vita a un tam tam di commenti che sottolineano come gli azzurri siano arrivati prima della Lega, anche se con uno scarto dell'1% - e anzi ricorda in una nota diffusa dai capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo che "non ha vinto il centrodestra ma il centrodestra coalizzato con una miriade di liste come Orgoglio Molise, Popolari per l'Italia, Unione di Centro, Iorio per il Molise, Movimento nazionale per la sovranità, Il Popolo della Famiglia». "Il cosiddetto centrodestra, alle elezioni regionali del Molise che per sua natura non si possono neanche comparare con elezioni politiche, ha ottenuto circa il 22% dei voti - affermano i Cinquestelle -. E sia Forza Italia che la Lega non hanno superato il 10% di consensi». A tradurre il ragionamento sul piano nazionale ci pensa Luigi Di Maio - che di buon mattino, "emozionato ed orgoglioso", pubblica sul blog delle Stelle la bozza di contratto di governo da sottoporre a Pd e Lega - per il quale, al netto della non-vittoria del centrodestra, il risultato "è la dimostrazione che una larga parte del Paese ci chiede con forza di archiviare la vecchia politica e di far partire un governo del cambiamento. Non intendo lasciare questa richiesta inascoltata». Insomma, il veto a Berlusconi c'è e resta.

Centrosinistra disintegrato
Il centrosinistra esce a pezzi dal voto in Molise. Il Pd scivola poco sopra l'8% contro quasi il doppio conquistato nella regione alle Politiche del 4 marzo, LeU è in linea con il dato delle Politiche ma non si schioda dal 3,2%. In entrambi i partiti si chiede la convocazione di un'assemblea nazionale urgente. A Matteo Renzi rivolge un appello Francesco Boccia, esponente della minoranza da sempre favorevole a un dialogo con il Movimento cinque stelle: "Renzi è un autorevole esponente del Partito democratico che è una comunità e che deve ora dimostrare di essere generoso con il suo partito così come il Pd lo è stato con lui negli anni passati".