13 dicembre 2018
Aggiornato 04:30

Appendino: «A Torino riconosceremo i figli di coppie gay»

Il post su Facebook a seguito della polemica nata dopo che lʼanagrafe non ha registrato il bimbo nato con due madri. Arcigay: Tocca a Parlamento
Il Sindaco di Torino, Chiara Appendino con Luigi Di Maio
Il Sindaco di Torino, Chiara Appendino con Luigi Di Maio (Facebook)

TORINO - Saranno riconosciuti legamente a Torino i figli di entrambi i genitori i bambini torinesi nati all'estero o in Italia da coppie omosessuali residenti in città. Lo ha annunciato con un post su Facebook la sindaca Chiara Appendino. «L'amore di una famiglia è un diritto che va oltre a qualsiasi categoria o definizione socialmente imposta. Questo semplice principio, che da sempre guida la nostra azione politica, vogliamo ribadirlo in questi giorni con rinnovata forza».

Per l'Amministrazione è solo un problema di termini
«Per la prima volta la Città di Torino si trova dinnanzi a casi inediti di nuove forme di genitorialità che richiedono del tutto legittimamente il riconoscimento di quella che per loro è una famiglia, intesa come luogo fisico ed emotivo in cui due o più persone si amano e costruiscono insieme il futuro proprio e dei propri figli. Oggi l'Italia non è ancora pronta a riconoscere legalmente queste famiglie e ci si trova davanti a ostacoli burocratici tanto fastidiosi nella loro forma quanto difficili da superare. Tuttavia la nostra posizione politica è chiarissima. Lo è sin da quando all'inizio del nostro mandato, insieme all'Assessore ai Diritti, Marco Alessandro Giusta, abbiamo dato un segnale scegliendo di cambiare la forma stessa degli atti del Comune, modificando nei dispositivi il termine 'famiglia' con il plurale 'famiglie'».

La nostra volontà è chiara
«Oggi ribadisco questa posizione, dichiarando la ferma volontà di dare pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà con le loro bambine e i loro bambini», scrive Appendino.
«Da mesi stiamo cercando una soluzione compatibile con la normativa vigente. Dopodiché la nostra volontà è chiara e procederemo anche forzando la mano, con l'auspicio di aprire un dibattito nel Paese in tema di diritti quanto mai urgente. Ci tengo a ringraziare il Coordinamento Torino Pride GLBT, da sempre promotore di modernità su questi temi, insieme a tutte le cittadine e tutti i cittadini che li sostengono».

Arcigay: Tocca a Parlamento
«La decisione assunta dalla sindaca di Torino Chiara Appendino di procedere alla trascrizione degli atti di nascita di tutti i bambini figli di coppie omogenitoriali che ne fanno richiesta, è un segnale forte e importante, che si unisce a quello di altri sindaci coraggiosi e al quale rivolgiamo il nostro plauso»: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: «Ora però è necessario che questo riconoscimento sia portato in Parlamento, dove il M5S, di cui Appendino è illustre e stimata rappresentante, può contare su numeri importanti. La questione non può rimanere circoscritta nella discrezionalità dei Comuni, rendendo l'Italia un territorio a macchia di leopardo proprio su un tema delicatissimo come i diritti dei minori. La legislazione che regola il diritto di famiglia va cambiata, e adeguata alla reale situazione dell'Italia di oggi con le sue molteplici forme famigliari. Fino a quando questo problema non sarà affrontato e risolto, continueranno ad esserci bambini di serie A e di serie B, e queste è un'intollerabile ingiustizia», conclude Piazzoni.