24 settembre 2018
Aggiornato 20:30

Governo che pasticcio, ci si mette anche la Siria: Mattarella che farà?

La politica italiana, alle prese con un nuovo fine settimana di riflessione, dopo il secondo giro di consultazioni al Quirinale, e l’evidente stallo si trova davanti all’improvviso il fattore Siria
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Jin Yu/Xinhua via ZUMA Wire)

ROMA - La politica italiana, alle prese con un nuovo fine settimana di riflessione, dopo il secondo giro di consultazioni al Quirinale, e l’evidente stallo si trova davanti all’improvviso il fattore Siria. Dopo l’attacco missilistico della notte ad alcuni obiettivi in territorio siriano da parte di Usa, Gran Bretagna e Francia la politica estera irrompe nella complicata situazione politica post voto. Un forte campanello d’allarme che suona per ricordare che mentre l’Italia stenta a formare un governo il mondo bussa alla porta. E difatti per tutta la mattinata si inseguono voci e indiscrezioni sulla possibilità che quanto accaduto in Siria acceleri la creazione di un governo, magari «di tutti». Ipotesi poi smentita da più parti. Già dalla notte di ieri, dopo che alle 3 ora italiana è scattato l’attacco missibilistico, Quirinale e Palazzo Chigi si sono tenuti in contatto per valutare gli sviluppi della situazione. Quando, intorno alle 11, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha fatto una dichiarazione pubblica la posizione è pienamente condivisa dal Capo dello Stato che già nei giorni scorsi – quando aveva avuto un lungo incontro con il suo consigliere diplomatico – aveva espresso preoccupazione per quanto stava avvenendo in Siria.

Per Mattarella stessa urgenza
Non cambia la tabella di marcia della crisi: per il Capo dello Stato c’è oggi la stessa urgenza di ieri di dare un governo al Paese ma resta ancora qualche giorno di riflessione per le forze politiche. Poi al massimo martedì o mercoledì Mattarella prenderà in mano la situazione conferendo un pre incarico o un mandato esplorativo per uscire dall’impasse sul governo. Intanto la crisi siriana approda in Parlamento. E’ prevista per martedì prossimo l’informativa urgente del governo al Senato, come fa sapere la presidente di Palazzo Madama Elisabetta Alberti Casellati che ha preso contatto in mattinata con il premier Paolo Gentiloni. Posizione in piena sintonia con quella del presidente della Camera il cinquestelle Roberto Fico che aveva auspicato che si tenesse «quanto prima l’informativa del governo» sulla situazione. Gentiloni ha avuto anche un colloquio con la premier inglese Teresa May, concordando sul no al contempo ad escalation della crisi e all’uso delle armi chimiche.

Gentiloni: «inaccettabili» e «indegne della nostra civilità» le armi chimiche
Gentiloni ha definito «inaccettabili» e «indegne della nostra civilità» le armi chimiche, invitato la comunità internazionale a bandirle e a non «rassegnarsi» al loro uso ma soprattutto sottolinea che «l’Italia non ha partecipato all’attacco» della notte. E quindi non ha fornito neppure le proprie basi. Francia e Gran Bretagna «sono paesi alleati» e con gli Usa esiste «un’alleanza molto forte, in particolare noi forniamo supporto logistico ai nostri alleati» ma, puntualizza, «noi abbiamo insistito e chiarito che questo supporto non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni militari per colpire la Siria».

Salvini: pazzesco. Berlusconi: meglio tacere
Dal mondo politico le prime reazioni guardano alla Siria ma anche all’Italia che è senza governo. Matteo Salvini definisce «pazzesco» l’attacco e punta il dito verso «qualcuno col grilletto facile» che «insiste coi ‘missili intelligenti’, aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti». Silvio Berlusconi nel merito della vicenda e della posizione del presidente americano Donald Trump ricorda (a Salvini…) che in certe «situazioni» è meglio tacere. Ma è lo stesso leader di Forza Italia il primo a chiedere un’accelerazione perchè «all’Italia serve presto un governo autorevole e presente. Nel passato l’Italia era molto presente nella politica dell’ Europa e nel mondo mentre oggi purtroppo non conta più niente».

Pd pronto
Il coordinatore della segreteria del Pd Lorenzo Guerini da parte sua spiega che i Dem sono «aperti all’incontro con il presidente incaricato, se ci sarà». Dopo queste parole si rincorrono voci e indiscrezioni che vorrebbero una mossa di Sergio Mattarella oggi stesso con il conferimento di un incarico per il governo. Ma le indiscrezioni vengono smentite dai fatti mentre lo stesso Guerini, in una nota diffusa dal portavoce di Matteo Renzi, ha precisato che «non siamo certo disponibili a discutere della formazione di un governo con le forze che hanno vinto le elezioni», mentre «siamo aperti all’incontro con il presidente incaricato, se ci sarà».