28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Terrorismo

Terrorismo: blitz Polizia smantella cellula di Armi. 5 arresti

Perquisizioni a Latina, Roma, Caserta, Napoli, Matera e Viterbo

Un frame tratto da un video della Polizia mostra un momento della nuova operazione antiterrorismo della Polizia.
Un frame tratto da un video della Polizia mostra un momento della nuova operazione antiterrorismo della Polizia. ANSA

ROMA - Sono cinque le ordinanze di custodia cautelare in carcere effettuate da personale della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dalle Digos di Roma e Latina, emesse dal GIP del Tribunale di Roma nell'ambito di una vasta operazione antiterrorismo, condotta da personale appartenente alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ed alle Digos di Roma e Latina. Gli arrestati sarebbero riconducibili alla rete di Anis Amri, il tunisino autore della strage al mercatino di Natale di Berlino, poi ucciso nel milanese. In corso perquisizioni locali nelle province di Latina, Roma, Caserta, Napoli, Matera e Viterbo.

Tra i contatti di Amri
Tra gli arrestati, ci sono Abdel Salem Napulsi, palestinese e detenuto nel carcere romano di Rebibbia e quattro tunisini che risiedono a Napoli e nella zona di Casera. Prima di essere fermato a Latina, sembra che l'uomo avesse predisposto l'acquisto di un pick up sul quale montare armi da guerra. Il suo nome risultava nella rubrica di Amri: ecco perché gli investigatori sono giunti al palestinese. Secondo gli investigatori, Napulsi aveva contatti con ambienti del radicalismo che portavano direttamente a uomini vicini allo Stato Islamico. Come dimostrerebbe, peraltro, una telefonata dello stesso presunto terrorista: «Bisognerebbe mettere la loro testa sul tagliere e via, e colpire (mozzare la testa) e avanti un altro». Kharzi Mounir, suo tramite per gli ambienti jihadisti e suo interlocutore al telefono, ribatte: «Quando incontrate i miscredenti colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati». Napulsi: «Tagliargli la testa e i genitali!». Gli altri quattro arrestati sono i tunisini Akram Baazaoui, Mohamed Baazoui, Dhiaddine Baazaoui e Rabie Baazoui. Sono accusati di falsificazione di documenti e di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.