19 novembre 2019
Aggiornato 12:00

De Masi al DiariodelWeb.it: «Io candidato con il M5s? Se avessi voluto...»

Il sociologo racconta come si è avvicinato ai grillini: «Sono l'unico intellettuale italiano che ha cercato di capirli, invece di saltare sul carro del vincitore»

ROMAProfessor Domenico De Masi, come è nato il suo rapporto con il Movimento 5 stelle?
In un modo semplicissimo. Dopo le elezioni del 2013 mi telefonò qualcuno di loro, che non sono mai riuscito a capire chi fosse, chiedendomi di tenere un seminario ai loro sette deputati assegnati alla commissione Lavoro e che non avevano una preparazione specifica. Io insegno sociologia del lavoro qui a Roma da quarant'anni e quindi risposi di sì. Per due motivi: primo perché lo avrei fatto per qualunque partito, anche quelli più lontani dal mio punto di vista, e secondo per curiosità. Da sociologo, un movimento che nasce e in cinque anni arriva al 20% è un fenomeno da capire.

Lo ha capito, nel frattempo, chi sono e cos'hanno in testa?
Credo di sì. Forse sono stato l'unico intellettuale italiano che si è avvicinato a loro, mentre gli altri procedevano per stereotipi. I giornalisti li definivano incapaci, sguarniti, ignoranti, che sbagliavano i congiuntivi. Però hanno vinto le elezioni.

E ora tutti stanno salendo sul carro dei vincitori.
Prima di lei mi ha intervistato un suo collega di uno dei più grandi giornali d'Italia. E io gli ho chiesto: ma le domande che sta ponendo a me, le ha poste negli anni scorsi a qualcuno, per avvertire i suoi lettori di cosa stesse succedendo? Tanto che oggi, se fossi giornalista, parlerei di chi salta adesso sul carro del vincitore, che è molto interessante. Io, invece, non ci sono saltato.

Le hanno mai proposto una candidatura?
Se avessi voluto, non credo assolutamente che sarebbe stato un problema.

Non le interessa?
No. L'ho dichiarato più volte.

Ma con Grillo e Casaleggio è rimasto in contatto?
Dopo il seminario nacque l'idea di fare tre ricerche, sul lavoro, sul turismo e sulla cultura. E abbiamo tenuto due convegni, aperti al pubblico e non ai politici, salvo a quelli che hanno voluto semplicemente ascoltare, come lo stesso Di Maio. In questo periodo ho visto Grillo e Casaleggio solo due volte, l'ultima a Ivrea. Invece pochi giorni fa mi ha telefonato Casaleggio invitandomi a una cena qui a Roma. E ci sono andato. Ho scoperto che si trattava di una cena della fondazione, ispirata al padre, che si occuperà di cultura. C'erano centocinquanta persone e ho avuto la possibilità di parlare con Di Maio e Casaleggio.

E cosa dicono?
Sono molto contenti di come sono andate le elezioni, ovviamente. Non so se se lo aspettassero, ma immagino di sì.