Italia | Olimpiadi Torino 2006

Olimpiadi bis a Torino, M5s diserta il consiglio comunale. Intanto Zaia lancia le Olimpiadi delle Dolomiti

Assenti pentastellati, salta consiglio comunale

La sindaca di Torino Chiara Appendino in Sala Rossa
La sindaca di Torino Chiara Appendino in Sala Rossa (ALESSANDRO DI MARCO)

TORINO - Consiglio Comunale rinviato, tutto da rifare. A Torino oggi era prevista la mozione del Pd che invitava la sindaca di Torino, Chiara Appendino, a candidare il capoluogo piemontese ai Giochi olimpici invernale 2026. Il bis delle Olimpiadi all'ombra della Mole ha però spaccato il fronte compatto del M5S. E cosi' il consiglio comunale ha preso avvio con i banchi della maggioranza tutti vuoti. A 40 minuti dall'inizio sono arrivati alla spicciolata alcuni consiglieri pentastellati ma per la prima volta da inizio amministrazione, in Sala Rossa è mancato il numero legale. Assenti, tra i banchi della maggioranza, i consiglieri Damiano Carretto, Daniela Albano, Marina Pollicino e Viviana Ferrero. Assenze che le minoranze hanno rimarcato non rispondendo all'appello e mandando 'sotto' la maggioranza. La fuoriscita poi di Deborah Montalbano ha fatto mancare i numeri alla maggioranza. 

Le reazioni della politica torinese
"La maggioranza pentastellata a Torino sconfessa la sindaca e Beppe Grillo" ha commentato a caldo il segretario del Pd, Mimmo Caretta, che ha sottolineato le "fibrillazioni interne" al M5S. "Appendino non ha più la maggioranza su uno dei temi importanti della città. Ciò che sorprende moltissimo è che non è bastato Beppe Grillo. Per le Olimpiadi invernali se Appendino ha bisogno dei voti del Pd li avrà" ha detto Stefano Lorusso, capogruppo del Pd in Sala Rossa. "Nonostante gli ordini di Grillo e la sua entrata a gamba tesa la maggioranza Cinquestelle alla prova dei numeri ha dimostrato di non avere la maggioranza necessaria e di non rappresentare gli interessi di Torino" ha ribattuto Alberto Morano, dell'omonima lista di centrodestra. Per Osvaldo Napoli (Forza Italia): "Ciò che è successo oggi compromette la candidatura di Torino, ci indebolisce. Perché la sindaca non hanno riconvocato il consiglio dopo un'ora? Questo vuol dire molto». Per il Pd Appendino nell'arco di 24/48 ore "deve tornare in aula di Consiglio, perché non possiamo essere ostaggio di 4 consiglieri comunali del M5S su un tema cosiì importante per la città. Appendino esca dall'ambiguità" ha detto Lorusso.

Chiamparino: da M5S Torino segnale di innaffidabilità
"Quanto accaduto oggi pomeriggio in Consiglio comunale a Torino è un segnale di inaffidabilità del Movimento 5 Stelle di fronte a scelte strategiche per il futuro della nostra comunità, e di scarsa considerazione per tutti i torinesi che vedono nella candidatura una nuova opportunità per la città, nonché per tutti i Comuni olimpici che hanno già dato ampi segnali di disponibilità a partecipare alla messa a punto del progetto». Così il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. "La scelta di disertare un luogo di confronto pubblico e istituzionale, oltre a impedire le decisioni della Sala Rossa, rischia di dare il segno di una comunità divisa, che è l'esatto opposto di quel saper fare squadra che ci portò compatti alla candidatura, all'assegnazione e alla realizzazione dell'esaltante stagione olimpica di Torino 2006" ha stigmatizzato Chiamparino. "Bisogna quindi fare uno sforzo per dare al mondo sportivo italiano e al nuovo governo il segnale netto di una comunità che crede fino in fondo alla propria candidatura: dal canto mio, sono pronto a fare fino in fondo la mia parte" ha concluso il presidente della Regione Piemonte.

Malagò frena
Intanto, entra nel dibattito anche direttamente il presidente del Coni Giovanni Malagò: "Torino candidata per le Olimpiadi invernali? Se e dove candidare l'Italia per i Giochi del 2026 è un discorso da affrontare con il nuovo governo». Per portare avanti una candidatura servono tre gambe - ha proseguito - l'ente locale, il governo e il Comitato olimpico nazionale italiano. In questo caso c'è già la disponibilità dell'ente locale e del Coni, "ma bisogna ascoltare il nuovo esecutivo: quando ci sarà un governo, si tratterà della questione nelle specifico». Malagò ha poi fatto una precisazione essenziale: "Chi parla dell'argomento dovrebbe leggere la carta olimpica: non è il sindaco che scrive al Cio per manifestare la volontà della città di candidarsi, ma il presidente del Coni su mandato della Giunta".

Zaia lancia le "Olimpiadi dell'Unesco"
Non da meno, stupisce la presa di posizione del governatore del Veneto Luca Zaia, che lancia la candidatura delle Dolimiti: "I primi contatti con i colleghi Presidenti delle Province Autonome di Bolzano e Trento, Kompatcher e Rossi, ci sono già stati: per le Olimpiadi invernali del 2026 proporremo una candidatura Dolomitica coordinata tra Veneto, Bolzano e Trento». L'annuncio Zaia l'ha dato parlando oggi a margine di un'inaugurazione all'ospedale di Conegliano (Treviso). "Saranno - ha detto - Olimpiadi a impatto zero, senza nuovo cemento, che valorizzeranno il già straordinario patrimonio tecnico, sciistico e impiantistico, l'ambiente, la storia e il pregio delle Dolomiti, mettendo anche a frutto l'esperienza che il Veneto sta facendo con i Mondiali di Cortina 2021 e le caratteristiche dell'intero Dolomiti Superski». "Mi sorge spontanea 'idea di chiamarle 'le Olimpiadi dell'Unesco', perché tutto si svolgerebbe sulle montagne Patrimonio Universale dell'Umanità". "Cortina può avere grandi piste come quelle che utilizzeremo per i Mondiali 2021, ma non solo Cortina perché se serve un palazzetto del ghiaccio o un trampolino valorizziamo tutto quello che c'è di buono nelle nostre Dolomiti venete e in quelle di Bolzano e di Trento".