22 agosto 2019
Aggiornato 19:32
Fascismo e antifascismo

Palermo, esponente FN pestato a sangue: controlli nei centri sociali

Perquisizioni e fermi in corso per il pestaggio di un esponente di Forza Nuova, Massimo Ursino, ad opera di alcuni membri di sigle di sinistra

PALERMO - Era da giorni che si respirava aria di tensione, a Palermo e non solo, tra Forza Nuova e una serie di gruppi di sinistra, decisi a impedire il comizio del leader nazionale Roberto Fiore previsto per sabato prossimo. Nelle scorse ore, poi, la tensione è diventata aperta aggressione, un evento che qualcuno ha avvicinato agli Anni di Piombo. Un gruppo di ragazzi armati di spranga hanno picchiato a sangue il segretario provinciale dell’organizzazione neofascista, Massimo Ursino. Che è stato sorpreso e accerchiato alle sette di sera in pieno centro da alcuni sconosciuti che lo hanno brutalmente aggredito, e dai quali si dissociano le stesse sigle antagoniste e il Forum antirazzista. Dura la condanna del sindaco Orlando: «Ci costituiremo parte civile contro questi squadristi».  La Polizia sta effettuando una serie di controlli negli ambienti dei centri sociali di Palermo. Il blitz è scattato a seguito del pestaggio di Massimo Ursino, il segretario provinciale di Forza Nuova, avvenuto ieri sera in pieno centro cittadino. Ci sarebbero alcuni fermi.

Degenerazione della politica italiana
L'aggressione all'esponente di Forza Nuova ha suscitato subito profonda indignazione in città. Per il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, quanto avvenuto «è il segno della degenerazione che la politica italiana sta subendo, dopo avere sottovalutato la recrudescenza di fenomeni e comportamenti fascisti e razzisti, che rischiano di infettare culturalmente la società civile, anche quella che antifascista e antirazzista si proclama. Il fascismo non si combatte con lo squadrismo, bensì con la cultura e la resistenza». Titolare di un laboratorio di tatuaggi, Ursino in passato è stato arrestato per aver rapinato e picchiato alcuni immigrati.