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Fassino: non abbiamo sottovalutato Macerata, il 24 tutti in piazza

"Basta attaccare sempre il Pd, così si apre la strada alla destra"

Piero Fassino.
Piero Fassino. (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - «La sinistra non ha dimenticato la sua storia. Non c'è stata e non c'è sottovalutazione della gravità di quanto successo a Macerata e del contesto di odio, rancore e violenza costruito in Italia. Non abbiamo lasciato la piazza. C'è stato un appello di sindaco e vescovo per un atteggiamento di responsabilità. E certamente di fronte a un invito di questo genere, il Pd non poteva assumere un atteggiamento diverso». Piero Fassino, intervistato da Repubblica, torna così sulla decisione del Pd di non aderire alla manifestazione di Macerata. «Non ci sono piazze antifasciste divise, ci ritroveremo tutti a Roma sabato 24 febbraio. L'antifascismo è un valore che unisce, non divide».

Il Pd? C'era
Fassino sottolinea poi che dopo il raid di sabato scorso i ministri Martina, Orlando e Minniti sono andati a Macerata a manifestare «l'indignazione e la solidarietà alla comunità», e che anche una sede del Pd è stata colpita. «Abbiamo molto chiaro che quanto accaduto non è l'atto di un esaltato, anche se Traini lo è, ma quell'atto è figlio di un clima coltivato da chi semina odio, cavalca le paure e le ansie dei cittadini, incita all'intolleranza». Ad esempio Salvini, che "dovrebbe vergognarsi di alimentare un clima di odio, di rancore e di xenofobia».

Un clima di divisione
L'esponente Pd sottolinea proprio questo elemento: «Finora nelle competizioni anche aspre, valeva un principio da tutti riconosciuto e cioè che, chiunque vincesse, non sarebbero stati messi in discussione i fondamenti della convivenza civile e democratica del Paese. Per la prima volta non è più così. Ci sono forze che chiedono un voto per mettere in discussione i valori su cui si è costruita la coesione sociale in Italia. Dobbiamo denunciarlo e contrastarlo». E in questo clima «trovo insensato continuare ad attaccare il Pd qualunque cosa faccia. Così apriamo le porte ad una destra guidata dall'estremismo di salvini e dalla furia demolitrice dei Cinque Stelle».