10 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Sul Sole 24 Ore si discute se far tornare la schiavitù legale. Voi cosa ne pensate?

Siete favorevoli o contrari alla reintroduzione della schiavitù? Vi piacerebbe fare una vita da schiavi, però con la certezza di vitto e alloggio?
Il fondatore di Ali Baba Jack Ma
Il fondatore di Ali Baba Jack Ma (Liu Dawei/Xinhua via ZUMA Wire)

ROMA - Siete favorevoli o contrari a intraprendere, entro breve tempo, la professione di schiavo? Voi, i vostri figli, la vostra famiglia. Perché no? E’ una proposta, un argomento di discussione apparso sulle colonne on line del prestigioso Sole 24 Ore, quotidiano economico di riferimento per la politica, la cultura, e in generale per la società che conta nel paese. L’articolo, firmato da Enrico Verga, ha un titolo che è tutto un programma: «Reintrodurre la schiavitù è sì o no un’opzione per la società moderna?». L’articolista non si sbilancia, anche se porta a manforte della sua domanda - retorica quindi contenente una risposta implicita - un dato di fatto incontrovertibile: la schiavitù c’è già. E quindi, par di capire, il passo che manca è la normativa giuridica che regoli questo stato delle cose. Un percorso classico, quindi. D'altronde la schiavitù era perfettamente legale prima di Lincoln, o prima dello Zar Alessandro II in Russia. Basta tornare indietro, come del resto si sta già facendo in tanti altri aspetti del sentire comune. Ovviamente per schiavitù – si legge – non si intende quella delle nerbate: almeno non ancora. Poi in futuro si vedrà. La schiavitù 2.0 darà diritto a vitto e alloggio, qualche beneficio: in cambio si dovrà lavorare senza reddito. Vi piace? Cosa ne pensate? Andreste a fare gli schiavi per un tetto, un piatto di pastasciutta, una stanza riscaldata e magari anche un televisore che manda in onda le vostre serie preferite?

Leggiamo qualche passaggio
«La schiavitù è spesso vista con un’accezione negativa. Tuttavia si può notare come una larga parte della storia dell’umanità abbia visto regni, imperi e persino nazioni democratiche (con un sistema di elezioni popolari come gli stati americani) utilizzare gli schiavi per differenti mansioni e ruoli. L’abolizione della schiavitù è un fenomeno piuttosto recente. Poco più di due secoli. Tuttavia se sulla carta la schiavitù, nella sua accezione più brutale, è stata bandita, così non si può dire nei fatti. Con nomi differenti esiste e prolifera ancora in una buona parte del mondo». Dopo aver descritto la normativa in essere, ecco un passaggio molto bello: «Con questo panorama legale e contrattuale già si può evincere un potenziale scenario di schiavitù laddove non sia presente un contratto normato e ben strutturato. Di fatto si può suggerire che già oggi, in Italia, le partite IVA siano sottoposte a rischio di schiavitù». Il pezzo, provocatorio finché si vuole, risulta interessante soprattutto perché mette in luce la realtà delle cose. Lo fa con candore e onestà.

Schiavi pur di avere qualcosa da fare. E il guru di Ali Baba lo sa già
Ovviamente la schiavitù non verrà sdoganata, almeno non in tempi brevi, ma la concorrenza spietata dei lavoratori – su scala globale – fra se stessi e con le macchine apre scenari inquietanti. Il fondatore di Ali Baba, il guru cinese della globalizzazione Jack Ma, a Davos ha raccontato un altro pezzo di verità: si perderanno, a causa dell’industria 4.0, milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. Il mondo verso cui andiamo, che piaccia o no, sarà vuoto: non avrà più il lavoro come strumento per la dignità. E' un cambiamento, per molti aspetti un'utopia marxiana che si realizza, che produrrà un mondo nuovo dove gli esseri umani dovranno avere per forza altri scopi. Il tempo sarà vuoto di lavoro, per la stragrandissima maggioranza degli abitanti di questo pianeta. Inoltre Jack Ma ha paventato un assioma molto preciso: i primi due conflitti mondiali si sono scatenati a causa di salti tecnologici brutali. Anche il prossimo, nucleare, avrà questo fattore scatenante. Jack Ma è un dei pochi uomini in questo mondo che ha il coraggio di raccontare ciò che avverrà: perché lo sa, perché lui lo sta facendo, perché ciò che sta facendo gli è scappato di mano. Ma qualcun altro, e questa volta in Italia, sa che si va verso la disoccupazione di massa globale: che avrà effetti socialmente devastanti nel nostro Paese. Nel "laboratorio" greco è gia così, ad esempio, ve lo abbiamo raccontato proprio alcuni giorni fa. E magari lì potrebbe essere il posto giusto dove far tornare la schiavitù legale.

I primi riflessi in Italia
In queste ultime settimane di travagliata campagna elettorale, dal Partito Democratico è stata avanzata forte la proposta del salario minimo. Oddio, questo dovrebbe esserci già dato visto che è uno dei principi costituzionali, ma la progressiva competitività sul costo del lavoro ha portato alla condizione di schiavitù surrettizia di cui scrive Enrico Verga. Non solo: l’introduzione del reddito minimo potrebbe perfino essere prodromica allo sdoganamento della schiavitù stessa, inglobata dentro altre forme semantiche – vedi alla voce inglesismi ridicoli, qualcosa tipo new smart service – e una cornice che un salario lo preveda anche se fai volontariamente lo schiavo. Parlare di tutto ciò è assurdo, senza senso, grottesco: eppure è così. Questo è il mondo in cui viviamo, nemmeno quello che ci aspetta.