18 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Centrodestra | Politiche 2018

Berlusconi al Foglio: «I toni di Salvini? Propaganda elettorale»

Il leader di Forza Italia: «La Lega si dimostra affidabile quando deve governare. I Cinque Stelle sono il più grave pericolo per l'Italia»

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi ANSA

MILANO - «Il ruolo trainante nel centro-destra di un soggetto come Forza Italia, saldamente radicato nei valori del Ppe, che sarà di gran lunga la maggior forza politica della coalizione, garantirà che non ci potrebbe essere spazio per tentazioni demagogiche, se mai si dovessero manifestare». Lo dice Silvio Berlusconi nell'anticipazione dell'intervista rilasciata al Foglio di domani.
Al direttore che chiede in che modo il centrodestra può essere pienamente credibile come forza di governo se si presenta con i gemelli dei partiti populisti europei?, il leader di Forza Italia risponde: «La Lega ha governato con noi l'Italia per dieci anni, governa tuttora con noi importanti regioni italiane e ogni volta che è chiamata a responsabilità di gestione si dimostra una forza politica concreta, affidabile, pragmatica. Non dobbiamo confondere i toni della propaganda elettorale con la realtà dei fatti concreti».
Perciò, conclude Berlusconi «non ho questo timore, la Lega è profondamente diversa, per storia e cultura di governo, dalle forze politiche che lei ha ricordato».

M5S sono il più grave pericolo per l'Italia
«Penso che siano il più grave pericolo per il futuro dell'Italia dal dopoguerra». Silvio Berlusconi parla così del Movimento 5 stelle. Nell'anticipazione dell'intervista a Il Foglio di domani il leader di Forza Italia denuncia che la «loro finta democrazia diretta maschera, come tutti sanno, il potere effettivo di pochissime persone. E' lo stesso 'centralismo democratico' dei vecchi partiti comunisti, governato in questo caso da un politburo molto ristretto, costituito da un vecchio comico, un oscuro professionista della comunicazione, e forse la figurina Di Maio. Ai loro ordini una serie di professionisti della politica, cioè di persone che dipendono dalla politica per vivere, e quindi dalla benevolenza dei loro capi, che ne decidono destini e carriere. A differenza dei vecchi professionisti della politica, però, quelli della Prima Repubblica, qui manca anche l'esperienza, la conoscenza dei meccanismi di governo: la gran parte di loro non ha mai lavorato, non ha mai amministrato neppure un condominio».

Sfida al «ribellismo» dei Cinque Stelle
«I risultati, dove sono chiamati a governare le città, si vedono. L'idea che l'Italia possa cadere nelle loro mani è assolutamente pericolosa, ed è un pericolo reale, immediato - avverte il leader di Forza Italia -. Se davvero alcune figure della cultura, dell'economia, dell'impresa non se ne rendessero conto, e pensassero di usare i grillini per trarne qualche vantaggio, rischierebbero di fare la parte di quelli che Lenin chiamava 'utili idioti', da usare e poi da eliminare. La vera sfida è fra la nostra rivoluzione liberale, una rivoluzione possibile, concreta, costruttiva, e il ribellismo - non mi piace chiamarlo populismo - dei Cinque Stelle».

Se vincessero massacrerebbero di tasse il ceto medio
«Sono un pericolo perché della vecchia sinistra hanno ereditato le parti peggiori, lo statalismo, la cultura del NO, l'oppressione fiscale, la diffidenza verso la libertà dei cittadini, il giustizialismo feroce, senza neppure averne la tradizione di serietà e la cultura di governo che ai comunisti non mancavano - insiste Berlusconi -. Per questo sono doppiamente pericolosi. Se vincessero massacrerebbero di tasse il ceto medio - aggredendo la casa, i patrimoni, le successioni, le stesse pensioni - bloccherebbero le infrastrutture fondamentali, porterebbero al governo i settori più politicizzati della magistratura».