20 giugno 2019
Aggiornato 09:30
Riforme

Intercettazioni, Orlando: «Ora basta ai pettegolezzi»

Il ministro di Giustizia: «Abbiamo un quadro più chiaro delle procedure. Le conversazioni che non hanno rilevanza penale e devono essere distrutte»

ROMA - Ora «abbiamo un Paese che utilizza le intercettazioni per contrastare la criminalità e non per alimentare il pettegolezzo o distruggere la reputazione di persone che non sono sottoposte a procedimento penale». Lo ha detto il minstro della Giustizia Andrea Orlando al termine del Consiglio dei Ministri che ha varato definitivamente la riforma. Le nuove regole sulle intercettazioni, ha aggiunto il Guardasigilli, sono state frutto di «un percorso molto lungo, che ha recepito le indicazioni arrivate dalle Camere».

«Abbiamo un quadro più chiaro delle procedure - ha spiegato Orlando - mediante le quali vanno tolte dai fascicoli le conversazioni che non hanno rilevanza penale e devono essere distrutte. C'è un procedimento di contraddittorio tra le parti per definire cosa deve andare nei fascicoli o cosa non ci deve andare. E ci sono una serie di responsabilità riferite ai capi degli uffici in ordine alla custodia e poi alla distruzione di ciò che non è penalmente rilevante». Insomma, ha continuato, «senza restringere, anzi autorizzando addirittura a intercettare in modo relativamente più agevole per i reati contro la pubblica amministrazione, senza restringere la facoltà di utilizzare le intercettazioni come strumento di indagine, ci sono una serie di vincoli e di divieti che impediscono invece di utilizzarle come strumento di diffusione di notizie improprie, che colpiscono e ledono la personalità di soggetti che talvolta non sono nemmeno coinvolti nelle indagini».

Orlando, in riferimento alle critiche sollevate dall'Associazione nazionale magistrati in ordine al troppo potere che si troverebbe ad avere la polizia giudiziaria, ha chiarito che «c'è un'interlocuzione tra pm e polizia giudiziaria, per cui alla fine è sempre il pm il dominus dell'attività di indagine. Mi pare una preoccupazione onestamente non fondata - ha aggiunto - anche perchè il testo è cambiato nel senso auspicato dall'Anm, anche se non esattamente come richiedeva. Credo che una distinzione di punti di vista sia assolutamente fisiologica».