27 gennaio 2020
Aggiornato 15:30
Immigrazione

Summit Ue-Africa, lo scaricabarile di Mogherini ai paesi africani: «Noi fatto tanto, ora voi riprendentevi i migranti»

La capitale economica della Costa d'Avorio, Abidjan, oggi ha accolto i leader europei e africani per un vertice multicontinentale sulla questione migratoria e Lady Pesc ha guidato i lavori

L'Alto Rappresentante per la politica estera dell'UE, Federica Mogherini
L'Alto Rappresentante per la politica estera dell'UE, Federica Mogherini ANSA

ABIDJAN – La capitale economica della Costa d'Avorio, Abidjan, oggi ha accolto i leader europei e africani per un vertice multicontinentale sulla questione migratoria. A guidare i lavori del summit l'Alto Rappesentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini, che ha chiesto ai paesi africani di «fare la loro parte» nella complicata partita dei flussi migratori. Lady Pesc ha rivendicato con orgoglio quanto già fatto dall'Unione europea ricordando, fra le altre cose, anche i «13mila rimpatri volontari già finanziati» e la formazione delle prime forze armate libiche. Mogherini accusa invece i paesi africani di non fare abbastanza per proteggere i loro cittadini. E rilancia la battaglia per l'immigrazione regolare.

Lady Pesc ad Abidjan
«Credo che i Paesi europei, tutti, non possano più tirarsi indietro – ha detto Lady Pesc -. Perché l’Europa ha bisogno dell’immigrazione regolare». Mogherini sostiene che l'apertura di canali legali per l'immigrazione è «una battaglia politica in ogni Paese», ma che due anni durante il summit in Valletta l'Ue si è presa l'impegno di aprire questi canali e «ora dobbiamo farlo, perché gli africani lo attendono». L'Alto Rappresentante per la politica estera Ue crede che l’Europa abbia bisogno di una buona dose di immigrazione regolare. Per vari motivi: «perché ci siamo presi un impegno, perché è un modo per combattere quella illegale, ma anche perché ci serve dal punto di vista economico e demografico».

Le rivendicazioni di Mogherini
L'Europa, però, non può fare tutto da sola. Mogherini rivendica con forza quanto fatto dall'Ue ricordando che nel 2017 «abbiamo sostenuto il rimpatrio volontario di 13 mila persone dalla Libia». Sono tredicimila persone «che abbiamo salvato». E molte altre «sono state assistite», anche se non sono ancora tornate a casa. «Ho chiesto all’Iom di accelerare con questo piano – ha spiegato Mogherini -. Servono più aerei, più soldi, ma soprattutto serve che i governi africani accelerino le procedure, i documenti e tutto ciò che è necessario». Devono innanzitutto riconoscere che questi sono loro connazionali, anche perché spesso i migranti viaggiano senza documenti.

L'appello ai paesi africani
Mogherini è convinta che dal summit in corso a Abidjan arriveranno chiari segnali in tal senso dai governi africani. «So che sentono il bisogno di prendersi cura dei loro cittadini perché c’è un alto livello di indignazione nelle loro popolazione cui devono rispondere», ha detto Lady Pesc. Mogherini crede che sia possibile realizzare e mettere in atto «un vero modello virtuoso: noi finanziamo Iom e Unhcr per organizzare i rimpatri volontari e sosteniamo i progetti per permettere a queste persone di iniziare a ricostruirsi una vita nei loro Paesi di origine». I paesi africani, a loro volta, «devono però essere pronti a riaccoglierli». «Con gli africani al nostro fianco possiamo salvare decine di migliaia di persone», ha concluso Mogherini.