Banche

Renzi e l'arte dello scaricabarile: «I disastri non li ho fatti io, ma qualcun altro»

L'ex premier rivendica con forza la riforma delle banche popolari e si scaglia ancora contro le autorità di vigilanza

Matteo Renzi torna sul nodo delle crisi bancarie
Matteo Renzi torna sul nodo delle crisi bancarie (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

VICENZA - Nel giorno in cui la lista dei cento debitori della Banca Popolare di Vicenza finisce su tutti i giornali, il segretario del Partito democratico torna sul nodo della crisi bancaria nazionale e sceglie di affrontare di petto i risparmiatori vittime del crac per cercare di ricostruirsi una verginità politica in vista delle prossime elezioni. «I disastri non li ho fatti io, li hanno fatti i vostri dirigenti sul territorio, aiutati da Banca d'Italia e da Consob che non hanno vigilato, e in parte anche dalla politica", ha esordito Matteo Renzi nella prima tappa di Destinazione Italia nel Nord-est. Il segretario del Pd è arrivato a Thiene, in provincia di Vicenza, per la visita allo stabilimento della Estel, azienda del mobile. E ad attendere Renzi ci sono una trentina di contestatori. Principalmente risparmiatori, ma anche genitori No-Vax che protestano contro l'obbligo dei vaccini al grido di «Assassini dei nostri figli».

Renzi (ri)attacca Consob e Bankitalia
Renzi non si è sottratto al confronto, e ha varcato i cancelli della fabbrica per andare a parlare direttamente con i risparmiatori. A loro ha cercato di spiegare la correttezza del suo operato, rivendicando la riforma delle popolari: «Meno male che l'ho fatta io, altrimenti stavate messi peggio: è stato grazie alla riforma che sono venuti fuori tutti i casini che erano stati fatti». Ma l'ex premier non si è limitato ad elogiare se stesso perché è tornato anche ad attaccare le autorità di vigilanza ribadendo che lui ha «provato a cambiarne i vertici». Quanto all'acquisto da parte di Intesa, «io non c'ero già più, ma capisco quello che ha fatto il governo per non far saltare il sistema».

E rivendica la riforma delle popolari
Quindi Renzi ha messo l'accento sulle responsabilità di Bankitalia, Consob e sui dirigenti delle banche in crisi: «Vi hanno raccontato che il politico è il colpevole e gli altri no. Ma ci sono persone che hanno preso migliaia di euro e se ne sono andate e tecnici che non hanno controllato - ha detto Renzi - Chi avete votato voi? Non li ho mica votati io» i vertici delle banche. «La riforma delle popolari la rivendico guardandovi negli occhi, perché ha fatto venire fuori le schifezze fatte su questo territorio dai vostri vertici che prendevano milioni», ha proseguito l'ex presidente del Consiglio. «E sulla questione del fondo che ho chiesto si faccia in questa legge di bilancio, ci metto il cuore. Poi sono d'accordo che chi ha sbagliato deve pagare», ha concluso Renzi.