20 febbraio 2020
Aggiornato 23:00
Partito democratico

Grasso lascia il Pd dopo la fiducia sul Rosatellum, «minate le istituzioni»

Il presidente del Senato: «Politicamente e umanamente la misura è colma. Io non mi riconosco più nel merito e nel metodo»

ROMA - «Io non ho bisogno di medaglie, io ho il senso delle istituzioni. Il motivo per cui non ho accettato la candidatura in Sicilia è proprio per espletare la mia funzione in aula. In questo momento io faccio il presidente del Senato e vado avanti nel mio compito, il senso delle istituzioni obbliga a mettere da parte convincimenti e malesseri. Può essere più duro resistere e continuare che fare una fuga vigliacca». Così prendendo la parola in aula, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha risposto al senatore grillino, Vito Grimi, che lo aveva invitato a dimettersi per non rendersi cmplice del voto sulla legge elettorale.

«La verità, in questi giorni, mi è apparsa in tutta la sua evidenza, ormai io non condivido più la linea di questo Pd. Politicamente e umanamente la misura è colma. Io non mi riconosco più nel merito e nel metodo di questo Pd. Assisto a comportamenti che imbarazzano le istituzioni e ne minano la credibilità e l'indipendenza. Non mi riconosco nemmeno nelle sue prospettive future»afferma in un colloquio con Repubblica il presidente del Senato. E ancora: «Se non fossi stato il presidente del Senato non avrei votato né la legge elettorale, né tantomeno la fiducia». Quella di lasciare il gruppo Pd «è una scelta sofferta, ma è l'unica che possa certificare la distanza, umana e politica, da una deriva che non condivido», dice la seconda carica dello Stato. «Quando mi sono candidato nel Pd riconoscevo principi, valori e metodi condivisi, che si sono andati disperdendo nel corso degli anni». Grasso però rifiuta di anticipare le prossime mosse: «Per il futuro vedremo, non è oggi la giornata giusta per pensarci. In una decisione come la mia non contano certo le poltrone. E per me, non sono mai contate».

L'approvazione della riforma della legge elettorale grazie al voto di fiducia chiesto dal governo «senza la possibilità che un ramo del Parlamento possa discuterne nemmeno una virgola, è stato un atto di violenza che ho voluto rappresentare» con la decisione di lasciare il gruppo del Pd. Lo ha sottolineato il presidente del Senato spiegando ai giornalisti a palazzo Giustiniani la sua decisione di ieri subito dopo l'approvazione del Rosatellum in Senato. «Una decisione - ha evidenziato Grasso - che ho comunicato in anticipo a tutte le alte cariche istituzionali perchè non volevo lo venissero a sapere da agenzie di stampa o televisioni».