26 giugno 2019
Aggiornato 08:00
Terrorismo islamico

Terrorismo in Italia, chiesti appena 3 anni al siriano di Varese che strappò il Corano: c'è la «seminfermità mentale»

Secondo la richiesta del pm di Milano Enrico Pavone a Mahmoud Jrad, il siriano di 23 anni arrestato nell'agosto 2016 a Varese, spetta il rito abbreviato e una condanna lieve

Una immagine, concessa dalla Polizia di Genova il 9 agosto 2016, di Jrad Mahmoud, presunto terrorista siriano arrestato a Varese
Una immagine, concessa dalla Polizia di Genova il 9 agosto 2016, di Jrad Mahmoud, presunto terrorista siriano arrestato a Varese ( ANSA )

MILANO - Deve essere condannato a 3 anni di carcere Mahmoud Jrad, il siriano di 23 anni arrestato nell'agosto 2016 a Varese mentre stava pianificando la sua partenza per la Siria dopo essersi arruolato a Jabat Al Nusra, fazione terroristica affiliata ad Al Quaeda. E' la pena chiesta questa mattina dal pm di Milano, Enrico Pavone, nel processo in abbreviato a carico del presunto terrorista. Una richiesta di condanna lieve non solo perché l'imputato ha scelto il giudizio abbreviato che, in caso di condanna, gli permette automaticamente di beneficiare dello sconto di un terzo della pena. Ma soprattutto perché la perizia disposta dal gup Ilaria De Magistris ha accertato la sua seminfermità mentale.

La sentenza il 31 ottobre
Secondo il magistrato, una volta finita di espiare la sua pena in carcere, Jrad deve essere condannato a ulteriori due anni da scontare all'interno di una casa di cura e custodia e, infine, all'espulsione dal territorio italiano con rimpatrio in Siria. La sentenza è attesa per il 31 ottobre.

Chi è Jrad
Jrad finì in carcere per terrorismo internazionale sulla base di indagini condotte dalla Dda di Genova. Gli atti di indagine vennero poi trasferiti a Milano per competenza territoriale. Secondo gli inquirenti, il giovane (arrivato in Italia nel 2012 e presente dalla fine del 2015 a Genova dove avrebbe frequentato alcuni luoghi di culto islamico del centro storico, come Piazza Durazzo) era pronto a partire per la Siria. Lo testimonierebbero, secondo l'accusa, la serie di documenti riconducibili all'organizzazione terroristica Jabat Al Nusra rintracciati nella memoria del suo cellulare. Tra questi, anche alcuni file audio provenienti dalla zona di guerra di Aleppo con indicazioni operative per i mujaheddin che combattevano nella città siriana. Una volta arrestato, in carcere avrebbe manifestato segni di squilibrio psichico, tanto da strappare alcune pagine del Corano.