23 maggio 2019
Aggiornato 12:38
Referendum Veneto

Referendum Veneto, Zaia esulta: «Ora padroni a casa nostra». E parte lo scontro con Martina

Il governatore del Veneteo: «Il significato del voto di ieri è che le riforme devono partire ascoltando il popolo. Punto». Scontro con il ministro Martina

ROMA - «Il significato del referendum di ieri è che le riforme devono partire ascoltando il popolo. Punto». Lo afferma ad Affaritaliani.it il Governatore del Veneto Luca Zaia che risponde anche al ministro Maurizio Martina secondo il quale «i soldi delle tasse non sono trattatabili»: «Martina è il presidente del Consiglio?». Il dato del Veneto, dove l'affluenza ha rasentato il 60%, «è un mandato degli elettori di cui ho grande rispetto» per aprire una trattativa sull'autonomia ma «per quanto riguarda la Lombardia parleremo di una sconfitta, nello specifico di una sconfitta di Maroni». Lo afferma in una intervista a Repubblica il ministro dell'Agricoltura e vice segretario del Pd Maurizio Martina osservando che «le materie fiscali non sono e non possono essere oggetto di trattativa nè con il Veneto nè con la Lombardia e neanche con l'Emilia Romagna che ha avviato un'interlocuzione con il governo senza passare dal referendum». Insomma «Zaia e Maroni potranno avviare lo stesso percorso di confronto del presidente Bonaccini» nell'ambito di «una idea federalista equilibrata, cooperativa». «Partirà una discussione e in caso di accordo questo verrà votato dal Parlamento con una legge» conclude Martina.