24 gennaio 2020
Aggiornato 06:00
Immigrazione e sicurezza

Migranti, si apre nuova rotta dalla Tunisia. Che ha appena approvato un doppio indulto a favore di 1600 detenuti

Dopo i timori espressi dal sindaco di Lampedusa e quello di Pozzallo, si moltiplicano i timori a proposito del nuovo flusso migratorio proveniente dalla Tunisia. Che ha appena approvato un doppio indulto che ha rimesso in libertà 1600 detenuti, che ora protrebbero sbarcare sulle nostre coste

Sbarco in un porto italiano
Sbarco in un porto italiano ANSA

TUNISI - Nonostante il calo degli sbarchi degli ultimi mesi, non diminuiscono le preoccupazioni in relazione alla sfida per la sicurezza interna che i flussi migratori necessariamente pongoono. Qualche settimana fa era stato il nuovo sindaco di Lampedusa, Totò Martello, ad esprimere timori a proposito della natura e composizione degli sbarchi recentemente in corso sull'isola; pochi giorni fa, un analogo allarme è giunto da Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo, preoccupato in particolare dai tanti migranti giunti nel suo Comune dalla Tunisia. In effetti, il Paese nordafricano ha appena concesso  un doppio indulto nei confronti di circa 1600 detenuti per reati comuni, e proprio in corrispondenza di ciò si è assistito a una crescita esponenziale di sbarchi sulle spiagge della Sicilia: circostanze che potrebbero essere legate, anche perché, stando a quanto dichiarato dai due sindaci, si è registrato nel frattempo un aumento di episodi di piccola delinquenza imputabili proprio ai nuovi arrivati. 

Nuovi flussi dalla Tunisia
Perché, se è vero che grazie all'accordo con la Libia il flusso da quel Paese è nettamente diminuito, è altrettanto vero che il rischio di assistere a un cambio di rotta è molto alto, e già ci sarebbero le prime evidenze di una inedita centralità della Tunisia quale nuovo punto di partenza dei flussi migratori diretti verso lo Stivale.Il 29 settembre scorso, proprio in Tunisia, a Sfax, nel quartiere di Sidi Mansour, la polizia locale ha tratto in arresto un boss del traffico di esseri umani diretto verso il nostro Paese. L’uomo era da tempo ricercato perché a capo di un’organizzazione dedita alla tratta di clandestini sulla rotta Sfax-Lampedusa, rotta che potrebbe essere utilizzata anche da qualche membro della rete jihadista islamica o quantomeno della criminalità locale.

Criminalità e rischio jihadismo
Indizi in questo senso sono stati riscontrati nel mese di agosto 2016, quando,nelle isole Kerkennah, in prossimità di Sfax e a soli 120 chilometri da Lampedusa, la Guardia nazionale tunisina ha fermato 4 persone in procinto di imbarcarsi clandestinamente verso le coste italiane. Tra gli arrestati, gli agenti avrebbero identificato anche un ricercato per reati specifici, classificato come pericoloso e armato, in possesso di documenti di identità falsi, e un ex agente delle forze dell’ordine tunisine sul cui capo era pendente un mandato di cattura. Un anno fa, poi, nel golfo di Hammamet, una persona ricercata per terrorismo dalle autorità tunisine è stata fermata a bordo di un barcone insieme ad altri 39, mentre tentava la traversata alla volta di Pantelleria. Anche il 6 ottobre scorso le forze di sicurezza tunisine hanno bloccato19 persone mentre si accingevano ad imbarcarsi alla volta di Lampedusa, sequestrando loro ingenti somme di denaro che avrebbero dovuto essere consegnate agli scafisti come corrispettivo per il viaggio. A tutto ciò si aggiunge timore per la notizia che vorrebbe 6000 tunisini e 3000 libici arruolati nelle file dell'Isis. Il rischio, naturalmente, è che criminali e terroristi possano sfruttare la nuova rotta migratoria per entrare illegalmente nel nostro Paese.