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L'unica «novità» nel centrodestra? Il partito «femminista» di Rotondi, che però nessuno conosce

'Siamo noi l'unica vera novità nel centrodestra italiano' ha chiosato Gianfranco Rotondi, che da Roma mette a punto le prossime tappe del tour di presentazione delle '120 donne per la libertà'. Ecco di cosa si tratta

Gianfranco Rotondi durante il primo congresso Nazionale di Rivoluzione Cristiana a Roma, 19 dicembre 2015
Gianfranco Rotondi durante il primo congresso Nazionale di Rivoluzione Cristiana a Roma, 19 dicembre 2015 (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA - Quasi nessuno lo sa, ma nel centrodestra la vera «novità» è il nuovo partito di Gianfranco Rotondi, Rivoluzione Cristiana. Beh, proprio nuovo forse no, visto che il movimento è nato nel giugno 2015, ma a detta del suo leader l'unica ondata di freschezza tra Berlusconi, Salvini, Meloni e i soliti noti è proprio lui. "Finalmente sta pagando la faticosa scelta di non imbarcare parlamentari e presentare alle elezioni politiche un partito nuovo di zecca, con liste interamente aperte a personalità nuove alla politica" ha detto in questi giorni Rotondi, impegnato a Roma in una no-stop col coordinatore Giampiero Catone per mettere a punto le prossime tappe del tour di presentazione delle «120 donne per la libertà». Chi sono costoro? Si tratta delle nuove segretarie provinciali e regionali dell'»unico partito interamente rosa», Rivoluzione Cristiana appunto. La settimana scorsa è stata la volta di Perugia, mercoledì prossimo Rotondi sarà a Pescara e giovedì a Firenze.

Un po' Democrazia Cristiana un po' Casa delle Libertà
Una sorta di «miscellaneous», un po' Democrazia Cristiana alla don Primo Mazzolari un po' Casa delle Libertà di berlusconiana memoria (per vie dell'elemento femminile naturalmente...), Rivoluzione Cristiana si presenta come il partito delle cattoliche in prima linea: «Ci rifacciamo ai comitati civici dei '48 che furono formati da donne cattoliche, le quali fecero la campagna elettorale nelle parrocchie per la Dc regalandoci 70 anni di libertà» ha spiegato Rotondi in una intervista a Il Tempo. Alcune saranno elette, altre no: «A noi interessa soprattutto un gigantesco comitato elettorale: avranno innanzitutto il compito di cercare in ogni Comune almeno un rappresentante. L'obiettivo è almeno avere ottomila donne in campo».

Da don Primo Mazzolari a Croce
Don Primo Mazzolari diede vita alla cosiddetta «Rivoluzione Cristiana» del 1944. «Noi siamo la novità perché il Vangelo è continua novità e non tramonta mai", diceva. Persino Benedetto Croce sosteneva che «il Cristianesimo è stata la più grande rivoluzione della storia", e Fiorentino Sullo nel 1963 poneva in luce l'anima rivoluzionaria della Democrazia Cristiana, che aveva avuto il merito di rinnovare il modo di concepire la politica, aderente non solo ai bisogni materiali ma anche a quelli spirituali. «Siamo la sola novità nel centrodestra italiano, accanto al movimento animalista della Brambilla", chiosa Rotondi, «e non escludo che il presidente Berlusconi possa trarre ispirazione dal nostro esperimento per il format di rilancio di Forza Italia alle prossime elezioni politiche».

"Scuotere l'albero del laicato cattolico"
Rotondi era stato eletto a fine giugno 2015, da mille delegati, all'unanimità presidente del Movimento Rivoluzione Cristiana. «Da oggi tentiamo lo choc di un rinnovamento totale dell'offerta politica dei cattolici» aveva detto nel suo primo discorso da leader. «Rinunziamo a nomi e simboli più o meno gloriosi che appartengono ad altre epoche. La scommessa è scuotere l'albero di un laicato cattolico che riprenda a camminare nel tempo della rivoluzione di Papa Francesco». Far rinascere l'area cattolica del centrodestra, insomma, proprio quando di fare politica non ne aveva più voglia. «Siete voi che mi chiedete di fare un movimento politico, io non ne avevo più voglia: la mia carriera è tutta alle spalle. Oggi scendo in campo e vi seguo». Dal partito-stato della Dc alla stagione dei "cespugli" alla scomparsa del cattolicesimo politico, ecco che Rotondi si è immolato per noi e ha dato alla luce questa straordinaria Rivoluzione.

Il programma
Non è andata benissimo sinora... 2mila fan appena sulla pagina Facebook ufficiale, nessuna azione politica di rilievo, nessuna visibilità, né fattiva né mediatica. Ma diamo tempo al tempo, per carità... Concentriamoci intanto sul programma, che ci offre quattro proposte semplici:

  1. lavoro
  2. dignità e uguaglianza sociale
  3. crescita economica
  4. il quarto punto immaginiamo sia «immigrati», ma la versione pdf ufficiale pubblicata sul loro sito recita «programma-corretto-senza-immigrati», quindi niente... i punti si riducono a tre e non sappiamo cosa pensi Rotondi della questione immigrazione.

Lavoro
In materia di lavoro, sostiene Rivoluzione Cristiana, «occorre una riedizione della legge 285/77 (Provvedimenti per l’occupazione giovanile) che preveda l’assunzione a tempo indeterminato di un milione di giovani. «Necessaria una copertura finanziaria per una cifra pari a 24 miliardi di euro reperibile attraverso la gestione oculata dei centri di spesa, il risparmio sui costi improduttivi e gli introiti sui maggior consumi» si legge. E si scende più nel dettaglio:

A) riduzione dei sussidi a sostegno della disoccupazione, come conseguenza dell’aumento dell’occupazione;

B) adeguamento del livello minimo pensionabile a mille euro «per garantire a tutti quel minimo di dignità umana»;

C) emanazione di provvedimenti che riscontrino in concreto le istanze dei disabili al fine di garantire la piena accessibilità delle città e del territorio nazionale tutto;

D) recupero ed utilizzo diretto dei beni immobiliari dello Stato e loro messa a reddito;

E) centro unico di spesa nazionale per l’accentramento dei costi per i pubblici servizi sanitari (manutenzione di impianti e macchinari);

F) recupero dei costi per l’illecito utilizzo delle agevolazioni statali nel settore dei servizi sociali (falsi invalidi, assegni di accompagnamento, esenzione dai ticket, spreco di farmaci e abuso di assenze dal lavoro);

G) organizzazione per la gestione e la fruizione del patrimonio culturale (promozione, tutela e salvaguardia di opere d’arte e siti culturali);

H) introiti per oneri fiscali, assistenziali e previdenziali derivanti dai nuovi contratti;

I) incremento di incasso Iva.

Questa manovra comporterebbe un aumento «sensibile» del Pil ci spiega il partito di Rotondi, agevolerebbe la lotta all’evasione fiscale tramite il «potenziamento delle unità lavorative destinate ai controlli e offrirebbe ai giovani una rosea prospettiva di vita per il futuro, gettando le basi per la creazione di nuovi nuclei familiari con conseguente incremento delle nascite». I lavoratori assunti sarebbero destinati a quei settori in cui l’Italia è «totalmente deficitaria di unità lavorative», in quanto da circa un decennio non sono stati reintegrati i pensionamenti con un numeri pari di assunzioni: un milione tra nuovi lavoratori e attuali disoccupati verrebbero impiegati nella Sanità come medici ed infermieri e per l’assistenza sociale e domiciliare agli anziani e ai portatori di handicap; nel controllo del territorio e della difesa; nella promozione e conservazione del patrimonio culturale; nella difesa dell’ambiente e nel controllo delle opere infrastrutturali; nel settore giudiziale per il diritto ad ottenere rapide sentenze e «in qualunque altro campo possa servire alla crescita del nostro Paese».

Dignità e uguaglianza sociale
Anche su questo tema Rivoluzione Cristiana ha le idee chiare:

A) un tetto garantito a condizioni di favore «per tutti i cittadini italiani che, per situazione di crisi economica o accadimenti familiari, pur essendo parte attiva della società civile, non hanno più la possibilità di procurarselo». Per far fronte alla copertura finanziaria Rotondi pensa a sanzioni economiche per i proprietari di immobili in stato di abbandono, come avviene in altre nazioni Ue;

B) riduzione della pressione fiscale per le fasce di reddito più basse, per garantire a tutti i cittadini «una pari possibilità di prosperità economica anche per coloro che, non per propria colpa ma per il perdurare della crisi economica», sono considerati cattivi pagatori e inseriti in elenchi quali CRIF o CaI;

C) cancellazione immediata da questi elenchi discriminatori per tutti coloro che hanno ottemperato al proprio impegno o che hanno in concreto mostrato di potersi ravvedere anche mediante proposte di rateizzazione dei propri debiti.

Crescita economica
A) revisione del fiscal compact;

B) controllo e tutela ambientale del territorio e recupero ed utilizzo delle aree abbandonate;

C) sviluppo delle energie rinnovabili ed immediato avvio di opere per la costruzione di inceneritori («le energie rinnovabili non potranno mai da sole soddisfare il fabbisogno di energia e si risolverebbe il problema della saturazione discariche che producono notevoli e maggiori danni ambientali»);

D) minore burocrazia fiscale ed amministrativa in assoluto e particolarmente per l’avvio di piccole e medie attività;

E) accesso al credito per le piccole imprese in crisi con garanzia da parte di strutture statali;

F) certezza dei propri diritti «evitando repentini cambiamenti di norme» di legge spesso retroattive;

G) tutela delle proprie produzioni nei mercati internazionali con la salvaguardia delle denominazioni dei marchi e l’obbligo di indicazione del luogo di origine delle materie prime utilizzate per la produzione e luoghi di lavorazione del prodotto finito.

Di un cenno alle donne, al lavoro delle donne, alla famiglia, al welfare che le donne generano di fatto, nel programma neanche l'ombra... Peccato caro Rotondi, peccato davvero che la Rivoluzione sia soltanto annunciata.