Presidenza della Camera

Procura di Cassino apre un fascicolo contro Laura Boldrini

Laura Boldrini è nel mirino di una procura di Cassino, che ha aperto un fascicolo contro di lei a seguito di una denuncia di Niki Dragonetti, imprenditore di Frosinone

La presidente della Camera Laura Boldrini
La presidente della Camera Laura Boldrini (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - «Dobbiamo superare l'idea che ogni azione sul web sia censura come se la libertà fosse l'assenza di regole, l'assenza di regole invece va a discapito delle persone più vulnerabili». Laura Boldrini prosegue la sua crociata contro l'odio sul web, a qualche settimana dal suo annuncio di voler ricorrere alle vie legali per coloro che la insultano su internet.  Ma ora anche la Boldrini è nel mirino di una procura, quella di Cassino, a seguito di una denuncia di Niki Dragonetti, imprenditore di Frosinone.

Istigazione a delinquere
Dragonetti ha deciso di denunciare la Presidente della Camera a causa di un suo vecchio tweet che diceva: «Europa, resistenza a cedere quote sovranità. Ma il traguardo va raggiunto o prevarranno disgregazione e populismo». Secondo l'imprenditore questa frase è un atto contrario alla Costituzione, visto che una cessione di sovranità allìEuropa singifica la fine dell'Italia libera e indipendente come descritta dalla Costituzione. Per questo, le parole della Presidente della Camera sarebbero interpretabili come un'istigazione a delinquere, dato che l'atto descritto dalla Boldrini è anti-costituzionale. 

Una denuncia più che simbolica
Tuttavia, Dragonetti non si aspettava che, alla sua azione più che altro simbolica, sarebbero seguite vere e proprie conseguenze. «La mia denuncia che in realtà voleva essere una provocazione - ha spiegato a Il Tempo- si è rivelata una sorta di piede di porco che ha aperto un vaso saturo. Gli italiani, anche quelli che non hanno un preciso ideale politico, sono stanchi di dover subire. Stanchi di dover lottare per la sopravvivenza quotidiana. Non si tratta di essere razzisti o pacifisti. Come può un pensionato di 80 anni pensare di denigrare chi è diverso per razza o religione? Il problema è che la nostra bella Italia non è in grado di sopportare un peso così grande. Non eravamo pronti per l'introduzione dell'Euro e non eravamo pronti per accogliere così tante persone».

Default politico
«Siamo al default politico ma sembra che ancora nessuno lo abbia capito. Le forze dell'ordine, oramai sempre più prive di uomini e mezzi, vengono sbeffeggiate se provano a ristabilire un ordine. I magistrati denigrati se aprono inchieste sulle Ong. Insomma con l'avvento della Sinistra renzo-boldriniana si è pensato più alla tutela degli interessi delle caste che del vero motore della nostra nazione: il popolo che è e resta sempre Sovrano. Nonostante la signora Boldrini abbiamo provato a toglierci questo diritto», ha concluso Dragonetti. E ora sarà la Procura a doversi esprimere in materia.