17 giugno 2019
Aggiornato 04:30
Sicurezza

Centrodestra a Sesto San Giovanni: dopo lo stop alla moschea in città arrivano pure i militari

Nella ex Stalingrado d'Italia si cambia musica. Il nuovo sindaco, Roberto Di Stefano, sta mantenendo le promesse della sua campagna elettorale e ha dato il via all'operazione Strade sicure

Giorgia Meloni E Roberto Di Stefano durante la campagna elettorale delle elezioni amministrative a Sesto San Giovanni.
Giorgia Meloni E Roberto Di Stefano durante la campagna elettorale delle elezioni amministrative a Sesto San Giovanni. ( ANSA )

MILANO - E' finita l'era del buonismo nella "ex Stalingrado d'Italia». A Sesto San Giovanni è arrivato un sindaco di centrodestra e ora si cambia musica. Il primo cittadino Roberto Di Stefano è balzato di recente agli onori della cronaca per aver mantenuto la promessa annunciata in campagna elettorale di  rottamare il progetto della costruzione di una maxi moschea, la più grande del Nord Italia, che avrebbe dovuto sorgere proprio nella cittadina lombarda. La notizia era rimbalzata da un capo all'altro dello Stivale, rilanciata sia dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che dalla presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Ma il neo sindaco di Sesto San Giovanni oggi ha reso noto che intende fare molto di più per la sicurezza del suo paese. Dopo lo stop alla maxi moschea, ora arrivano anche i militari dell'operazione "Strade sicure".

A Sesto San Giovanni arriva l'esercito
«Da stamattina alle ore 7 a Sesto San Giovanni è operativa la pattuglia dell'esercito per la vigilanza dinamica, 24 ore al giorno per 7 giorni», ha scritto in una nota Roberto Di Stefano, primo sindaco di Sesto San Giovanni di centrodestra dal Dopoguerra, comunicando l'inizio ufficiale della collaborazione tra esercito e forze dell'ordine nell'ambito del progetto Strade Sicure. La pattuglia ha come presidio di base la stazione di Sesto e si muove, su tre turni, anche nelle aree intorno alle fermate della metropolitana e in alcune piazze della città. «Ritengo particolarmente importante - ha aggiunto Di Stefano - garantire un maggior presidio del territorio con la presenza visibile delle forze dell'ordine e dell'esercito».

Dopo lo stop alla moschea, anche più sicurezza in città
Il presidio stabile nella stazione di Sesto non è d'altronde una scelta casuale. Proprio lì era stato sorpreso e freddato, dopo uno scontro a fuoco con una pattuglia della polizia, il terrorista islamico responsabile della strage di Berlino, colui che con un tir aveva letteralmente falciato la folla di un mercatino di Natale nella capitale tedesca, Anis Amri. Il primo cittadino Di Stefano prosegue lungo la via già tracciata delle nuove ordinanze anti degrado per migliorare la sicurezza e la qualità di vita dei suoi concittadini. «La città aspettava questo segnale da molti anni, purtroppo una sinistra ideologica e lontana dalle esigenze dei cittadini si è sempre opposta, persino quando Milano ha attuato una scelta simile in diversi quartieri e punti sensibili", ha concluso Roberto Di Stefano.